Motorizzazioni civili vicine al collasso in Sardegna: a Sassari la metà del personale necessario

L’Unione di Trasporto CNA Sardegna è intervenuta nuovamente con una nota a Ministro e Direzione Centrale e Regionale dei Trasporti, Prefetti sardi, Assessore regionale ai Trasporti e Commissario straordinario della Provincia sulle emergenze organico degli UMC sardi, con richiesta di intervento urgente sul territorio nuorese.
E a Nuoro, grazie anche all’intervento tempestivo dell’Organizzazione, si è sventata la paralisi dell’ufficio territoriale: “Abbiamo richiesto l’immediato rinnovo del comando in scadenza lunedì 7 u.s. di due unità prestate dalla Provincia nuorese per scongiurare il blocco dell’UMC, e l’abbiamo ottenuto”, così Franco Pinna, Presidente regionale CNA FITA. Da oggi, infatti, i funzionari torneranno in servizio nell’ufficio permettendo l’operatività, dei servizi, seppur ridotta e difficoltosa, per altri 6 mesi. Che aggiunge: “Ringraziamo per il senso di responsabilità dimostrato dal commissario straordinario della Provincia che ha autorizzato il comando, senza il quale si sarebbe interrotta l’attività con grave pregiudizio per le aziende e i cittadini. Ma è evidente che non si può andare avanti con tamponamenti dell’ultim’ora e temporanei, rincorrendo l’emergenza.”.
Le inefficienze, i sovraccosti e i rischi scaricati sugli utenti dalla critica condizione di sottodimensionamento organico e operativo delle UMC in Sardegna erano stati oggetto di una dettagliata nota della CNA FITA dello scorso giugno, cui era seguita un’ispezione della Direzione Centrale della Motorizzazione. Ma i tempi di intervento del MIT appaiono lenti alla CNA FITA, che insiste per un intervento risolutivo di una condizione degli UMC territoriali da anni nota e non più sostenibile dagli utenti, e che ad oggi risulta ulteriormente degradata.
“I numeri dell’organico si sono ridotti ulteriormente con i pensionamenti di settembre, senza riorganizzazione dell’impegno dei dipendenti in forze e senza trasferimento temporaneo e straordinario di altri dipendenti UMC o di altre amministrazioni che possano far fronte alle continue  emergenze – spiega Valentina Codonesu, responsabile regionale CNA FITA, che ha analizzato il fabbisogno dell’organico UMC per bacino d’utenza e servizi. - Cagliari lavora con 29 unità, Sassari con 12, Oristano con 11, Nuoro con 6: sono numeri evidentemente insufficienti a garantire l’operatività piena di tutti gli uffici, alcuni dei quali sappiamo essere a costante rischio paralisi, in particolare Nuoro e Oristano. È in corso di svolgimento un concorso nazionale per ingegneri che porterà nell’isola 7 nuove figure tecniche, ma che daranno respiro agli uffici non prima di alcuni mesi e comunque con una dotazione insufficiente a offrire un servizio complessivo completo. Dai nostri approfondimenti risulta che il fabbisogno di personale necessario a garantire un livello di servizio e operatività pieni, sia ben superiore di quello in forze: a Cagliari servirebbero dalle 15 alle 20 unità in più, di cui almeno 6-7 tecnici, per un bacino di utenza di circa 800.000 abitanti; a Sassari 10-15 unità, di cui almeno 5-6 tecnici, per un bacino di utenza di circa 500.000 abitanti; a Nuoro occorrerebbero 8-10 persone, di cui almeno 4 tecnici, per un bacino di utenza di circa 200.000 abitanti; a Oristano 8-10 persone, di cui almeno 4 tecnici, per un bacino di utenza di circa 150.000 abitanti.”
Per queste ragioni, i vertici dell’Associazione Pinna e Codonesu, insieme al rinnovo dei comandi ottenuti su Nuoro hanno richiesto con urgenza interventi fattivi di breve e medio periodo che portino gli uffici a livelli di servizio continui e, infine, adeguati: “Riteniamo necessario e improcrastinabile, per tutti gli uffici sardi, un piano straordinario di organizzazione con personale in forze e in comando per il breve periodo e per i servizi in cui ritardi ed inefficienze sono più critici. Unitamente ad un piano nazionale di assunzioni e mobilità adeguati al reale fabbisogno di personale secondo il bacino d’utenza della Sardegna, che possano definitivamente porre termine ad una condizione esplosiva e insostenibile per gli autotrasportatori, le agenzie pratiche auto, le autoscuole e i cittadini”.

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