Bosa, esercitazione congiunta di Esercito e Protezione Civile

Verificare l'efficacia del piano messo a punto dal comune di Bosa per il rischio idrogeologico a seguito di un evento alluvionale. È questo lo scopo dell'esercitazione di protezione civile "Exe Bosa 19″ durante la quale è stata simulata in campo aperto una situazione reale di pericolo di allerta meteo e di evacuazione della popolazione. Lo scenario è quello di un violento nubifragio abbattutosi nella costa nord-occidentale della Sardegna che ha colpito in particolare l'abitato di Bosa, causando l'esondazione del fiume Temo ed allagamenti delle zone urbane a ridosso del corso d'acqua. Promossa dal comune di Bosa in collaborazione con la brigata "Sassari" e con la supervisione della prefettura di Nuoro, l'esercitazione ha coinvolto squadre specializzate di vigili del fuoco, croce rossa, guardia costiera, barracelli, vigili urbani, carabinieri, guardia di finanza, il corpo forestale di vigilanza ambientale e i genieri della brigata "Sassari".È la prima volta che il comune di Bosa ospita un'esercitazione così importante che ha visto schierati circa duecento partecipanti impegnati a testare la macchina dell’emergenza e il piano di protezione civile comunale con l’obiettivo di favorire una nuova cultura della protezione civile. La simulazione dell'evento calamitoso ha avuto inizio nel pomeriggio del 16 ottobre quando l'Enas, l'ente gestore della diga di Monte Crispu, ha diramato un bollettino di allerta meteo. Subito dopo l'allarme è stato attivato il centro operativo comunale (COC) presieduto dal sindaco Piero Casula che ha avviato la fase di allertamento e coordinato l'intervento sinergico di tutti i soggetti istituzionali in campo.



Un ruolo fondamentale è stato svolto dall'esercito, presente con gli assetti specialistici del 5° reggimento genio guastatori di Macomer.

I genieri della brigata "Sassari" hanno prima effettuato un’ispezione sullo stato di conservazione e di efficienza strutturale delle strade e dei ponti al fine di riscontrarne lo stato di pericolosità e suggerire interventi di ripristino mirati.

In un secondo momento i guastatori del 5° reggimento si sono resi protagonisti nelle fasi di recupero e soccorso di persone che sono state caricate a bordo di battelli pneumatici e natanti a chiglia rigida e trasportate verso la sponda più sicura del Temo.

Le squadre della capitaneria di porto dell’ufficio circondariale marittimo di Bosa sono intervenute in funzione di prevenzione antinquinamento e nel recupero di un disperso a mare.

Il corpo forestale di vigilanza ambientale ha monitorato alcuni eventi franosi lungo la strada per Alghero e attivato il presidio di coordinamento ambientale.

I vigili del fuoco di Nuoro hanno operato per la verifica delle opere idrauliche e per il triage edilizio dell’abitato colpito dall’esondazione che è stato svolto anche per mezzo di droni.

Gli uomini e le donne della polizia municipale di Bosa, della compagnia barracellare, dei carabinieri e della guardia di finanza hanno assicurato la viabilità e garantito il mantenimento della pubblica sicurezza.

La croce rossa ha schierato diverse ambulanze e un idroambulanza per garantire una capillare assistenza sanitaria ed allestito tende pneumatiche come punto di raccolta e posto medicazione avanzato per il triage degli eventuali feriti.

È stata simulata anche l’evacuazione di una scolaresca.

All'esercitazione, oltre al sindaco di Bosa, hanno assistito il prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese, il deputato Salvatore Deidda, membro della IV commissione Difesa della Camera dei deputati, il comandante della brigata "Sassari", generale Andrea Di Stasio, e i rappresentanti delle altre agenzie.


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