sanitÀ
Alghero, riapre il reparto di Ostetricia
dopo la chiusura durata un anno
Stamattina visita del Direttore generale Marcello Giannico
ALGHERO. Due sale parto, due sale operatorie e una sala travaglio, sono i nuovi locali di cui potrà disporre da oggi l’Ostetricia dell’ospedale civile di Alghero.
Questa mattina il direttore generale Marcello Giannico, accompagnato dal direttore sanitario aziendale Nicolò Licheri, dal responsabile sanitario del presidio Elio Manca, dal primario Giovanni Urru e dal sindaco di Alghero Marco Tedde, ha fatto visita ai locali che hanno aperto dopo quasi un anno dalla loro chiusura per consentire una ristrutturazione a norma anche degli impianti.
«La ripresa dell’attività – ha detto il direttore generale – è l’inizio di una serie di segnali che vogliamo dare. Credo che ci sia ancora molto da fare. Adesso stiamo predisponendo una proposta per il territorio algherese e cercheremo di sfruttare gli ottimi suggerimenti che ci sono arrivati dai vari comitati che si sono costituiti anche a difesa dell’ospedale. Ci apprestiamo al confronto con la comunità attraverso un crono programma di obiettivi che vorremo realizzare».
«I nuovi locali ci consentiranno di dare risposte puntuali in loco – ha affermato il direttore sanitario aziendale – dopo la sosta di quasi un anno rendendo più funzionale e operativa l’attività del reparto di Ginecologia che assieme all’Ostetricia può ospitare sino a 21 degenze».
«Ringrazio la direzione della Asl a nome dei cittadini algheresi – ha detto il primo cittadino Marco Tedde – per aver reso operativa questa struttura, si comincia a vedere uno spiraglio di luce. Certo noi non vogliamo la soluzione di tutti i problemi con una bacchetta magica, ma per la sanità cittadina abbiamo necessità di vedere lontano. Noi vogliamo raggiungere un obiettivo strategico che è quello del nuovo ospedale».
«Ora ci sono gli spazi per una Ostetricia moderna – ha aggiunto Giovanni Urru – e dobbiamo ringraziare la dirigenza che ha voluto dire basta alla situazione nella quale ci trovavamo. Adesso dovremo lavorare per raggiungere il numero di parti che ci consenta di giustificare la nostra presenza sul territorio. A quel punto potremo accedere a finanziamenti per la riqualificazione dei punti nascita».
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