FIT-CISL Sardegna."Esonda il rio Calamasciu, chiusa la ferrovia: ma i rimedi ci sono"

Pubblichiamo l'intervento della FIT-Cisl Sardegna che, sulla base dei recentissimi avvenimenti che hanno portato alla interruzione del traffico ferroviario tra nord e sud Sardegna, suggerisce interventi che, a parere degli scriventi, eviterebbero per il futuro il verificarsi di fattispecie analoghe.

    "Sentiamo e leggiamo numerosi interventi riguardo gli investimenti necessari a migliorare il trasporto ferroviario in Sardegna.
    Sarebbe utile che, insieme alle proposte roboanti e, come tali, impraticabili, ci si eserciti nello approfondimento delle proposte conoscendo il costo dell’opera e il beneficio che ne deriva per la popolazione.
Da cittadino di Sassari, e da ferroviere conoscitore delle dinamiche del trasporto ferroviario, posso affermare che l’opera più importante in termini di velocizzazione della rete riguarda il raddoppio della linea ferroviaria Oristano-Cagliari, che consentirebbe di  ridurre la percorrenza a 40’, il tempo che impiegano i collegamenti ferroviari veloci da Fiumicino Aeroporto a Roma Termini, e produrrebbe benefici di riflesso sulla velocizzazione dell’intera tratta Sassari-Cagliari.

Se parliamo invece di un intervento urgente per la sicurezza dell’esercizio ferroviario c’è una sola opera che non può più essere procrastinata: la variante Campomela-Sassari.

E’ di oggi la chiusura della tratta Sassari Cagliari per l’esondazione del Rio Calamasciu, ma è quotidiniano il rischio di percorrere quel tratto di ferrovia per il costone che incombe e che qualche anno fa ha causato una vittima, il macchinista che conduceva il treno.
Tutto ciò può essere evitato se si mette in cantiere la variante già prevista, progettata e immediatamente cantierabile da RFI . La variante Campomela-Sassari con uno sviluppo di 9,937 Km, dei quali 5,750 in galleria, un viadotto di 1,470 km., consentirebbe una riduzione di percorso di 6,301 km. e una riduzione del tempo di percorrenza di oltre 12 minuti, ma, soprattutto , garantirebbe la sicurezza dell’esercizio ferroviario che oggi è a rischio."

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