Debiti troppo onerosi: tre modi per alleggerire il carico

Spesso la presenza di uno o più debiti arriva a pesare talmente tanto sul bilancio familiare da diventare insostenibile. Si possono controllare con attenzione ogni singolo esborso d denaro e ci si può privare di qualche spesa in più, limitandosi al necessario ma ci sono dei casi in cui tutto questo non basta. A parlare sono i dati raccolti da Adiconsum, secondo cui in vent’anni è raddoppiato l’indebitamento medio delle famiglie, passando da 13.000 euro del 1998 ai 27.000 euro del 2018. Per fortuna, ci sono dei modi per uscire da questa spiacevole situazione che non tutti conoscono e che è bene approfondire.

Richiedere un consolidamento dei debiti
Il consolidamento dei debiti, come spiega Younited Credit, è la prima soluzione da attuare in presenza di debiti multipli: lo scopo è ridurre gli indebitamenti mensili e raggrupparli sotto un’unica rata. È una soluzione abbastanza semplice che può però essere gestita esclusivamente da un Istituto Finanziario autorizzato, anche perché solo in questo caso il debitore ha tutte le garanzie di tutela previste dalla legge e l’assoluta trasparenza del piano di rientro. L’Istituto, infatti, fa sue tutte le situazioni debitorie, avocandole a sé dalle altre Banche e Finanziarie, le mette insieme e stipula un nuovo contratto, con il relativo piano rateale. Per il debitore è un’operazione conveniente perché in questo modo il tasso complessivo risulta più basso e ne trae giovamento anche la sua buona fama di pagatore costante.

Rivolgersi a una società di recupero crediti
Un'altra soluzione spesso sconosciuta ai più consiste nel rivolgersi a una società di recupero crediti. Le società di recupero crediti autorizzate, forti di delega e mandato, secondo quanto prescritto dalla legge, raggiungono i debitori e cercano la via migliore per negoziare il rientro del capitale dovuto, anche a rate. Qualora non dovessero riuscire mettono in pratica le attività legali di rito. Bisogna fare molta attenzione però che si tratti di agenzie autorizzate e che rispettino le disposizioni di legge, soprattutto quelle della privacy, o si rischia di passare dalla parte del torto.

Appellarsi alla legge

Ma ci sono dei casi di sovraindebitamento più gravi per i quali ci si può anche appellare al legislatore. La Legge 3 del 2012 è stata di fatto la prima in Italia a considerare la possibilità di esdebitamento di un cittadino oberato dai debiti. Ma a chiarire la situazione contestuale e a fissare i paletti dell’azione legale è la Legge 155/2017. Quest’ultima, infatti, definisce con maggiore precisione la condizione di sovraindebitamento citata dall’art. 2, comma “C”, del Codice della Crisi e dell’Insolvenza, e stabilisce chi ne può usufruire, tra consumatori, professionisti e piccoli imprenditori, anche agricoli. E quelli che ne possono trarre beneficio sono soprattutto le persone fisiche, alle quali, nei casi di accertata buona fede, vengono sospese le azioni di pignoramento dei beni. E vengono salvaguardate anche le buste paga, garantendo il tetto minimo di sopravvivenza dignitosa. A breve è prevista, inoltre, una revisione della materia e per il 2020 ci si aspetta l’arrivo di nuove procedure per aiutare i cittadini in crisi.

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