Meigòs lancia l'allarme: in Sardegna, fra cinque anni 1154 specialisti in meno

Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui Mèigos - Giovani medici della Sardegna - lancia l'allarme sulla preoccupante carenza di medici specialistici nella nostra Isola.

La carenza di Medici Specialisti che operino a livello ospedaliero e territoriale rappresenta ad oggi un dato di attualità emergente su tutto il territorio dello Stato. La riduzione di posti nelle Scuole di Specializzazione Medica a disposizione dei Giovani Medici della Sardegna, come abbiamo dimostrato, rendono peculiare la situazione dell'isola, incidendo pesantemente sulla qualità del Sistema Sanitario Regionale. Un fenomeno che andrà ad aggravarsi nei prossimi anni, come documentato dal pregevole lavoro di Anaao Assomed “La Mappa delle Carenze di Medici Specialisti Regione per Regione – marzo 2019“. Al 2025 in base ai pensionamenti previsti dalla Riforma Fornero ed all’introduzione della “Quota 100” nella Legge di Bilancio 2019, aumenteranno in maniera inversamente proporzionale i medici specialisti in uscita dal Sistema Sanitario, rispetto a quelli che saranno effettivamente introdotti. Alla base di queste carenze l’errata programmazione da parte del Ministero, reiterata negli anni, nell'istituzione di borse di specializzazione e, a livello sardo, l’utilizzo di criteri di assegnazione delle borse finanziate dalla RAS (pesantemente ridotte nel numero), ormai inadatti alla selezione dei professionisti da mettere a ruolo nel Sistema Sanitario dell'isola. Allo stesso momento, centinaia di Giovani Medici della Sardegna si trovano in attesa di completare la propria formazione, un numero sempre maggiore di medici emigra al di fuori dell’isola, in Italia ed all’estero con numeri che ogni anno aumentano pericolosamente e per cui, il Sistema Sanitario Italiano detiene il triste primato a livello europeo.
In Sardegna è previsto, nei prossimi cinque anni, un ammanco di circa 1154 medici specialisti dipendenti (fonte ANAAO-ASSOMED), e sino alle 2000 unità se si comprendono i medici che esercitano in libera professione; in particolare mancheranno pediatri, medici di urgenza, chirurghi generali, anestesisti-rianimatori, medici internisti, nefrologi e psichiatri. Per la copertura di queste carenze, attuali e previste, ribadiamo l’esigenza immediata di approvazione della PL. 41 depositata ad agosto 2019. La scelta di criteri più adatti per l’assegnazione delle borse finanziate dalla RAS, l’implementazione del numero di borse che
compensino le drastiche riduzioni del quinquennio passato, il rafforzamento delle reti formative (università – aziende sanitarie) che permettano da subito l’ingresso di medici specializzandi nei reparti dell’isola e di specialisti nel futuro più prossimo, sono tutti elementi presenti nella Proposta di Legge. Nella tabella allegata, elaborata grazie ai dati forniti dalle Facoltà di Medicina di Sassari e Cagliari, in particolare, rileviamo come tra i posti a bando nel concorso SSM19 risultava un accreditamento ministeriale per un totale di 410 borse per le Specializzazioni in Medicina. Di queste, solo 247 sono state finanziate nel recente concorso, 215 con fondi ministeriali e 32 con fondi regionali e da questi dati emerge come, nonostante l’accreditamento, risultino non finanziate 163 borse, dato ancor più paradossale se si guarda agli oltre 200 medici abilitati che anche quest’anno rimarranno fuori dalle scuole di specializzazione (il cosiddetto “imbuto formativo”).
Un numero di medici “imbutati” in calo rispetto alla tendenza degli ultimi anni ma purtroppo solo mitigato dall’incremento di borse finanziate, fuori dalla Sardegna, da Ministero, Regioni e Province ed Enti Privati. Di fatto negli ultimi tre anni sono raddoppiati i medici sardi che hanno lasciato l’isola per specializzarsi in altre regioni d’Italia (erano 65 nel 2017, 72 nel 2018 e sono attualmente 120 per il 2019 [dato in aggiornamento]). Molti di questi colleghi, in virtù dei criteri selettivi imposti da Regioni e Province per l’assegnazione di borse riservate, hanno sottoscritto così l’impegno a prestare servizio nel SSR della Regione che ha erogato la borsa di studio, per un numero di anni che va dai 2 (Liguria, Toscana, Veneto) ai 5 (Piemonte, Lazio, Basilicata); impegno che li renderà in definitiva, indisponibili per la Sardegna per i prossimi 6 o 10 anni. Allo stesso modo, l’inserimento nella PL41 di un criterio per l’assegnazione delle borse RAS che impegni lo specialista per 3 anni (nei 5 anni successivi al conseguimento della specializzazione) a lavorare per il SSR dell’Isola, ha proprio la finalità di mitigare questo fenomeno. Impegno sottoscritto anche nel caso dell’attivazione di borse RAS in Università fuori dall’Isola (aggregate e non) per indisponibilità di Scuole di Specialità nelle Università di Cagliari e Sassari; modalità già attuale nelle Province Autonome di Trento e Bolzano ma impossibile con la normativa vigente della RAS. Così facendo, l’investimento nella formazione da parte della Regione Sardegna, determinerebbe un immediato ritorno, in termini di figure professionali operanti nel Sistema Sanitario della Sardegna.
Alla luce dei dati forniti dalle Università della Sardegna rinnoviamo con forza la richiesta di approvazione di norme urgenti che garantiscano la formazione di medici specialisti, permettendo l’attivazione di nuovi posti nelle Scuole di Specialità con un occhio di riguardo alle carenze del Sistema Sanitario dell’Isola. Il finanziamento e l’approvazione urgente della PL 41, permetterebbero all’Assessorato e alle Università della Sardegna l’attivazione di nuovi accordi per le scuole carenti in vista dei prossimi accreditamenti da parte del MIUR, al lavoro dal prossimo febbraio. Il finanziamento e l’approvazione della Proposta di Legge n.41, dimostrano in questo caso di essere l’unica garanzia per la formazione e la permanenza futura nella Regione Sardegna dei medici in attesa di Specializzazione.

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