Sassari aderisce al Manifesto della comunicazione non ostile

Palazzo ducale (foto: SassariNotizie.com)
Palazzo ducale (foto: SassariNotizie.com)
Le parole hanno un peso. Quelle pronunciate, ma anche quelle non dette, con il loro tacito significato. E delle conseguenze, nella percezione di chi le ascolta, e in alcuni casi con conseguenze legali. La necessità di riportare a un uso corretto delle parole, per lo sviluppo di una comunità educante, è alla base della scelta del Comune di Sassari di aderire al Manifesto della comunicazione non ostile, proposto dall'associazione Parole ostili. Il documento, presentato in Consiglio comunale dal presidente Maurilio Murru, è stato votato ieri all'unanimità dall'Assemblea civica.
Il progetto dell'associazione costituisce un'occasione per ridefinire lo stile con cui si sta sul web e per responsabilizzare gli utenti a scegliere con cura le parole, partendo dal presupposto che, in particolare i social network, pur essendo luoghi virtuali, non sono un porto franco, ma il centro in cui si incontrano persone reali. Il manifesto è un decalogo su come affrontare nel modo corretto e costruttivo una conversazione, un confronto. Regole semplici, che appaiono dettate solo da buonsenso, ma che nel 2020 è sempre più importante indicare, sottolineare e farsene promotori, come ha scelto di fare Sassari.

Dieci i principi elencati:
1. Virtuale è reale. Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.
2. Si è ciò che si comunica. Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
3. Le parole danno forma al pensiero. Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
4. Prima di parlare bisogna ascoltare. Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
5. Le parole sono un ponte. Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
6. Le parole hanno conseguenze. So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
7. Condividere è una responsabilità. Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
9. Gli insulti non sono argomenti. Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
10. E infine un punto è riservato anche a chi sceglie di non rispondere: anche il silenzio comunica: quando la scelta migliore è tacere, taccio.

Nel fare proprio il Manifesto, l'Amministrazione comunale si impegna a «darne attuazione in tutte le attività e in tutti i canali di comunicazione, non solo online ma anche off line e a divulgarne il contenuto sul territorio».

A oggi hanno sottoscritto il Manifesto i Comuni di Milano, Torino, Padova, Novara, Ferrara, Lanciano, Azzano Decimo, Latina, Palmi, Figliene Incisa Valdarno, Fidenza, Alghero, Maruggio, Nicolosi, Termoli, Occhiobello, Rho, Santarcangelo di Romagna, Castiglione in Teverina, Settimo Torinese e le Università Luiss, Lumsa, Cattolica, Trieste, Brescia, L’Aquila, Genova, Camerino, Udine, Teramo.




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