Pagamenti digitali in Italia: piccola ma continua crescita

Continua l’incentivazione dei pagamenti digitali nel nostro Paese: lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe promesso di liquidare un bonus del valore massimo di 2 mila euro nelle casse di coloro che favoriranno l’impiego dei pagamenti digitali. L’obiettivo primario resta quello relativo alla lotta contro l’evasione fiscale, che secondo il Presidente potrebbe subire un calo significativo dopo questo cambiamento. Eppure, nonostante gli sforzi del governo, l’Italia sembrerebbe essere ancora uno dei Paesi con maggiore scarto rispetto al resto d’Europa, così come recentemente dimostrato dai dati dell’Osservatorio mobile payment del Politecnico di Milano. Come si configura l’Italia, dunque, nei confronti dei pagamenti digitali? E quale la situazione della Sardegna nello specifico?

Italia e pagamenti digitali: alcuni dati
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Lo scarto con gli altri Paesi resta, eppure la situazione continua, seppur lentamente, a migliorare di anno in anno. La crescita annua sarebbe al momento pari al 9%, mentre il numero di transazioni pro-capite sarebbe passato da 60 a 69,6 euro. Sarebbero poi sempre più numerose le realtà a mettere a disposizione dei clienti modalità di pagamento digitale: non solo il più classico PayPal, ma anche portafogli digitali quali Skrill e Neteller, utili per effettuare trasferimenti di denaro in rete in modo più rapido e sicuro allo stesso tempo. A fare sempre più spesso affidamento sui pagamenti digitali è, ad esempio, il settore dell’intrattenimento online e del casinò: oltre ai più tradizionali metodi di pagamento tramite carta di credito, sono infatti sempre più numerose le piattaforme che scelgono di puntare su una o più alternative digitali. La preferenza accordata alle opzioni di pagamento digitale è ancor più comune da parte degli e-commerce: è proprio nel settore degli acquisti online, infatti, che i consumatori sarebbero più inclini a optare per metodi di pagamento come PayPal o altri tipi di portafogli virtuali simili.

Le novità del settore in Sardegna
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Analizzando la situazione della Sardegna nello specifico, una delle più recenti novità avrebbe visto l’attivazione, a partire dallo scorso 16 settembre, del servizio regionale PagoPa, pensato per permettere ai cittadini di pagare con più facilità tasse, bolli, tributi e ogni altro tipo di pagamento destinato alle pubbliche amministrazioni. Come sottolineato dall’assessore degli Affari generali Valeria Satta, l’obiettivo sarà quello di estendere il servizio anche a realtà operanti nel settore della sanità e dell’istruzione, per far in modo che la Sardegna diventi sempre più digitale in tutte le sue strutture. È stato lo stesso Marco Torri, responsabile commerciale di Nexi, a sottolineare lo scorso mese la necessità di incrementare i pagamenti digitali per abituare i cittadini all’utilizzo della moneta elettronica. L’impegno della Sardegna si inserisce proprio in questo quadro.
Sono ancora tanti i passi che separano il nostro Paese dal resto d’Europa nel settore dei pagamenti digitali: nonostante ciò, la situazione sembra essere in costante miglioramento, così come sono sempre più numerose le realtà che scelgono di avvalersi di servizi di pagamento basati su strumenti digitali per il loro business. Gli incentivi promessi da Conte potrebbe essere un’ottima risorsa per far sì che forme di pagamento più innovative prendano piede anche in Italia.

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