I soldati sardi del 5°Reggimento Genio:un secolo di storia al Circolo della"Bechi Luserna"di Macomer

“Il 5° reggimento genio, da minatori a guastatori”.
È questo il titolo di una conferenza di carattere storico-militare organizzata nei locali del circolo della caserma “Bechi Luserna” di Macomer, sede del 5° reggimento genio guastatori della Brigata “Sassari”.
Ad aprire i lavori è stato il comandante di reggimento, colonnello Pietro Romano, che ha illustrato alla platea i temi della conferenza, alla presenza del prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese.
Il comandante ha rivolto un particolare ringraziamento al vicesindaco di Macomer, Rossana Ledda, per il supporto fornito dall'amministrazione comunale all'organizzazione dell'evento.
Il colonnello Romano ha dato il benvenuto ad Andrea Cecchellero, sindaco di Posina (VI), comune del vicentino sul cui territorio fu realizzata la famosa “Strada delle 52 gallerie” del monte Pasubio sulle Piccole Dolomiti.
Giorgio Madeddu, consigliere di presidenza dell'Associazione Mineraria Sarda, ha parlato del valore dimostrato dai sardi in guerra ed ha illustrato alcune fotografie storiche tratte da un album fotografico originale di un Kaiserjager, un reggimento di fanteria dell'esercito austro ungarico dislocato in Veneto.
La parola è passata a Roberto Titoni, membro dell'Associazione Combattenti e Reduci di Iglesias, che ha letto una lettera del comandante del plotone autonomo minatori sardi del 5° reggimento.
Quindi, l'intervento del sindaco di Posina Andrea Cechellero.
“Durante il Primo conflitto mondiale”, ha spiegato Cechellero, “il Monte Pasubio è stato lo scenario in cui l'Esercito ha combattuto una dura e logorante guerra di posizione”.
La costruzione di un complesso sistema di corridoi e gallerie di oltre 6 chilometri ad opera della 33a compagnia minatori e del plotone autonomo minatori sardi del 5° reggimento genio, ha giocato infatti un ruolo fondamentale per consentire i rifornimenti delle truppe al fronte e per la tenuta delle posizioni italiane.
Con questa motivazione, lo scorso 30 dicembre, riconoscendo il sacrificio e l'abnegazione dei soldati del reggimento, in prevalenza sardi, e in segno di vicinanza e amicizia, il consiglio comunale di Posina ha deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria al 5° reggimento genio guastatori, ricostituitosi in Sardegna nel 2003.
La conferenza è proseguita con l'intervento del professor Giorgio Pellegrini, storico dell’arte, ex docente di Storia dell’architettura e dell’arte contemporanea presso l’ateneo cagliaritano, già assessore alla cultura del comune di Cagliari e autore di numerose pubblicazioni di carattere storico-militare.
Pellegrini ha focalizzato l'attenzione sulla memoria dei genieri minatori sardi, accompagnando il pubblico alla scoperta di una pagina importante ma ancora oscura della tradizione militare isolana.
La guerra sotterranea condotta da giovani minatori sul Monte Sief e sul Col di Lana, alle pendici delle Dolomiti, ha interessato e certamente inorgoglito i convenuti, tra i quali una nutrita rappresentanza di guastatori sassarini, ideali continuatori di questa straordinaria vicenda militare.
Il tenente colonnello Pasquale Orecchioni, direttore del Museo Storico della Brigata “Sassari”, ha invece posto l'accento sulle gesta dei soldati della Brigata “Sassari”, dalle imprese che li hanno visti protagonisti indiscussi nel Primo conflitto mondiale al professionale contributo nelle operazioni in patria e nelle missioni di pace all'estero in cui l'Esercito opera complessivamente con circa 10.600 militari.
Giuliano Chirra, autore di numerosi libri sulla Brigata “Sassari” tra cui “Mortos in sas Africas: i soldati sardi caduti sui fronti africani e nel mare Mediterraneo: 10 Giugno 1940 – 13 Maggio 1943”, si è soffermato sulle gesta dei soldati sardi impegnati sui fronti africani durante la Seconda guerra mondiale, presentando alla platea fotografie e documenti donati dai discendenti dei soldati caduti, a testimonianza della ricchezza della microstoria delle comunità locali sarde, un patrimonio immateriale di valore inestimabile.
Il colonnello Romano ha infine ripercorso le tappe storiche del reggimento, dalla sua costituzione ai nostri giorni, illustrandone i compiti, le capacità espresse e gli attuali impegni nazionali ed internazionali.
Al termine della conferenza, il coro tradizionale a tenores, Su Contzertu de Abbasanta, ha cantato “Dimonios”, l’inno della Brigata “Sassari”.
Viva soddisfazione è stata espressa dal prefetto di Nuoro per l’organizzazione dell’evento di divulgazione promosso dal reggimento, certamente utile a conoscerne la storia e a collocare le preziose capacità militari dei guastatori “sassarini” nel contesto della sicurezza interna ed internazionale.
La conferenza si inquadra nell’ambito delle iniziative volute dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, finalizzate all’innalzamento culturale del personale anche in termini di conoscenza della storia militare e delle vicende storiche del Paese.

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