Appello degli Ordini dei Medici di Cagliari, Nuoro e Oristano alla Regione Sardegna

 (foto: Ufficio stampa Asl Cagliari)
(foto: Ufficio stampa Asl Cagliari)
Riceviamo e pubblichiamo la nota congiunta dei presidenti degli ordini dei Medici di Cagliari, Oristano e Nuoro

L’onda lunga che aspettavamo sta puntualmente arrivando. Si Prevede che tra pochi giorni questa raggiungerà la sua massima intensità. Questo preoccupa molto i medici sardi perché, che che se ne dica, sul front-office della prevenzione individuale il sistema di tutela dal virus e di prevenzione dalla malattia continua ad essere carente, e ciò espone medici e cittadini al rischio di contrarre l’infezione.

Se dovesse davvero arrivare il picco, ci auguriamo che la “faraonica” organizzazione predisposta dalla regione (agli inizi del fatto era stato dichiarato che “saremmo stati capaci di governare 110.000 casi!”) sia in grado di reggere l’urto. Il dubbio è legittimo dato che non si è riusciti neppure a mettere a disposizione di medici e infermieri i necessari DPI, mascherine e guanti soprattutto, e non si è proceduto alla sanificazione preventiva degli ambienti di lavoro, soprattutto quelli che in cui si concentra maggiormente il rischio della presenza del virus, guardie mediche comprese, non è in atto alcuna iniziativa concreta sulla individuazione dei portatori asintomatici, non è stata data alcuna indicazione comportamentale specifica alle strutture sanitarie private, sia in forma societaria che in forma individuale, come se attraverso queste sedi del SSR il virus non potesse essere presente.

Tutto ciò suscita ulteriori e maggiori preoccupazioni, perché a distanza di ormai troppi giorni non si vedono iniziative tendenti a colmare i buchi esistenti della prevenzione primaria e secondaria.

Non possiamo considerare soddisfacente la giustificazione “non abbiamo mascherine perché non ce ne mandano, nonostante le nostre richieste”.

Rifiutiamo e respingiamo la logica della rassegnazione, questa questione non può ricadere sulla pelle delle persone e dei medici, che ancora oggi, a distanza di due settimane dalla esplosione ufficiale della epidemia, continuano a operare “in condizioni di massima INSICUREZZA”.

Quanto fino ad oggi fatto è giusto che sia stato fatto perché è ciò che si doveva fare, ma solo questo non è più sufficiente, perché se tale fosse i casi di contagio non aumenterebbero ogni giorno.

Insistiamo nel richiedere la sanificazione di tutti gli ambienti in cui si svolga assistenza alle persone e che ad ogni operatore sanitario sia eseguito il tampone rino-faringeo e venga dotato dei DPI necessari a contenere l’onda d’urto dell’infezione.

In carenza di quanto sopra non mancherà l’assunzione di iniziative di autotutela.

Raimondo Ibba presidente ordine Medici Cagliari
Antonio Sulis presidente ordine Medici Oristano
Maria Giobbe presidente ordine Medici Nuoro

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: Ufficio stampa Asl Cagliari)