Un aiuto in più per i bimbi Down:
in città arriva la placca CastilloMorales

di Grazia Sini
 (foto: Clinica di Odontoiatria dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari)
(foto: Clinica di Odontoiatria dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari)
SASSARI. Questa è una storia di parole e sorrisi. Le parole e i sorrisi di un bimbo che oggi ha poco più di un anno. Ed è anche la storia di un viaggio della speranza, quelli che sardi con problemi di salute devono affrontare quotidianamente, in nave o in aereo, per farsi curare nella Penisola. È infine una storia di buona sanità sassarese.

Il bimbo è in cura da un logopedista perché affetto dalla sindrome di down. Il terapista consiglia ai genitori di mettere al bambino un apparecchietto che avrebbe sviluppato i muscoli della bocca, compresa la lingua. La placca Castillo-Morales è già utilizzata da tempo in molti altri Stati, mentre in Italia i centri che la conoscono sono ancora pochi. Grazie a questo apparecchietto mobile, che si mette nel palato, il bambino tende a tenere la bocca chiusa. La superficie un po' ruvida lo induce infatti a giocarci e toccarla con la lingua. Grazie a questo piccolo strumento il bambino sviluppa tutti i muscoli della bocca e del viso. Questo comporta sia la perdita della fisionomia tipica della malattia, sia soprattutto una maggiore facilità nel linguaggio.

La madre inizia così la sua ricerca su internet, per trovare centri dove portare il bambino. In Sardegna nessuna clinica offre questa cura. La scelta ricade allora sul Gaslini di Genova, l'ospedale pediatrico conosciuto a livello internazionale. «Ho pensato che Genova sarebbe stata anche facile da raggiungere: in aereo saremmo potuti andare e tornare in giornata, senza creare troppo scompiglio nella vita di mio figlio». Ma la signora non aveva fatto i conti con i calcoli di molte compagnie di volo che d'estate prevedono un continuo via vai dall'isola, ma che d'inverno si dimenticano dei sardi. L'appuntamento al Gaslini è fissato per il 14 dicembre. Niente aereo. Il viaggio dovrà essere fatto in nave.

Una volta arrivati all'ospedale il dottor Calcagno che si occupa di queste placche visita il bambino e si fa spiegare la situazione. Ascolta la madre e infine esclama: «E siete venuti qui per questo? Non dovrete più affrontare il viaggio. A Sassari c'è un'équipe di medici e tecnici che potrà seguirvi nel migliore dei modi».

Viaggio di ritorno in nave verso l'isola e approdo nella Clinica di Odontoiatria dell'Azienda mista. Il 20 gennaio il piccolo ha la prima visita in ambulatorio. In Sardegna in effetti fino a quel momento nessuna placca Castillo-Morales è mai stata messa, ma il gruppo di lavoro guidato da Pierfranca Lugliè non si spaventa e, mantenendo un filo diretto col Gaslini, decide di sperimentare questa cura.

«Dopo la prima visita, hanno fissato una serie di altri incontri. Dal 20 gennaio è un continuo andare e tornare da Sassari. Non posso pensare cosa sarebbe stato se fossi dovuta andare così spesso a Genova» spiega la mamma.

Il bimbo ha iniziato a mettere la placca da qualche mese, dopo avere preso il calco della bocca «Mai prese impronte di una bocca così piccola! È stata una bella impresa. L'odontotecnico Gianni Caria si è impegnato moltissimo, senza la sua professionalità sarebbe stato proprio difficile» spiega la professoressa Lugliè.

«La placca sta funzionando, il logopedista ha visto un miglioramento, ma ci ha spiegato che ci vuole del tempo. Mio figlio porta l'apparecchietto 4 volte al giorno per un'ora, anche se non ci gioca ancora come dovrebbe. Ho massima fiducia nel gruppo che sta seguendo il bambino. Mi ha colpito la sincerità dei medici che ci hanno spiegato che anche per loro era la prima volta e il fatto che si sentano spesso con il Gaslini. La professionalità e l'umanità non mancano... E soprattutto non ho più l'incubo del viaggio della speranza».

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