dopo l'incidente di porto torres

I mille pericoli per i ciclisti in città:
poche piste ciclabili e rischio incidenti

Roberto Schirru spiega le ragioni della scarsa sensibilità dei sassaresi nei confronti del mondo delle due ruote
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Critical mass straordinaria (foto: SassariNotizie.com)
Critical mass straordinaria (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. La bici è una passione che può costare anche la vita. L'ultimo a morire è stato un uomo di Porto Torres, falciato ieri da un'auto in via Delle Vigne. Ma il problema è molto più ampio e riguarda centinaia di ciclisti che rimangono vittime di incidenti, spesso mortali, in ogni parte d'Italia. Inutile ricordare che nello scontro tra una bici e un'auto, anche con la più piccola city-car, ad avere la peggio è inevitabilmente sempre il ciclista.

Le statistiche dicono che la maggior parte degli incidenti di questo tipo avviene proprio nelle strade urbane. Roberto Schirru, consigliere comunale uscente e titolare della "Ciclofficina", spiega quali sono le difficoltà del ciclista sassarese. «Qua in città è veramente pericoloso andare in giro in bici. Io ne so qualcosa perché spesso mi muovo così: si rischiano ogni giorno incidenti, per non parlare dello smog che si respira e della maleducazione degli automobilisti». Per Schirru il problema è soprattutto culturale. «Il Comune negli ultimi anni poteva fare molto di più per le piste ciclabili, invece ha scelto di investitre tutto su nuove strade, rotatorie e parcheggi. Cioè ha fatto di tutto per rendere sempre più comoda la vita degli automobilisti. Sicuramente per ragioni di consenso politico». L'ultima battuta di uno Schirru molto amareggiato è sulla definizione delle cariche politiche. «In molte città della Germania esiste l'assessorato alla Mobilità alternativa. Qua da noi invece siamo rimasti all'assessorato al Traffico: basta questa definizione per capire quanto siamo indietro».

La morte del ciclista a Porto Torres ha colpito molto i ciclisti urbani di Sassari. Nei prossimi giorni gli amanti delle due ruote vogliono organizzare una manifestazione di protesta nel luogo dell'ultimo incidente per chiedere il diritto a muoversi in sicurezza. Inoltre, da qualche anno per tutelare questo diritto è nata l'associazione "Di traffico si muore", con sede a Roma. Il movimento vuole sensibilizzare la politica nella creazione delle pista ciclabili e nella lotta al dominio della quattro ruote all'interno dei centri abitati. Anche a Sassari diventa sempre pià urgente alzare la voce contro l'invasione delle quattro ruote: ormai ci sono 70 macchine ogni 100 abitanti.


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