Sassari. Cure interrotte:"Donne libere in lotta per il diritto alla salute"si rivolgono alla Procura

Pubblichiamo il comunicato inviatoci dal movimento "DONNE LIBERE IN LOTTA PER IL DIRITTO ALLA SALUTE" in merito all'esposto presentato alla Procura dell Repubblica di Sassari affinchè indaghi sulla chiusra degli ambulatori sanitari durante i quattro mesi della pandemia Covid

Il nostro Movimento volutamente non istituzionalizzato, volutamente apartitico, trasversale e democratico, perciò volutamente non associato a sigle politiche, sindacali o ad associazioni di alcun genere, nasce spontaneamente il 14 Febbraio 2017 a seguito di una chiamata sui social per un'azione dimostrativa riguardante la richiesta di una Breast Unit, che è stata poi ottenuta "parzialmente", col nome di  SMAC essendo in realtà di tipo funzionale e non strutturale.

Numerose, da allora, sono state le lotte fatte per evidenziare le tante criticità riguardanti la gestione delle strutture della Sanità Pubblica del territorio di Sassari e Provincia e problemi comuni a tutto il resto della Sardegna.
Il Movimento raccoglie sulla pagina Facebook dedicata,  le segnalazioni da parte delle iscritte e iscritti, in particolare sul diritto negato alla salute, le cure, la cattiva gestione, l’assenza di servizi, e interviene in tal senso con azioni di segnalazione alle Direzioni Sanitarie AOU e ATS con e-mail, chat WhatsApp, comunicati stampa a testate giornalistiche cartacee e online e, "se inascoltate", organizza sit-in, flash mob di sensibilizzazione e protesta, conferenze stampa, convegni a tema e segnalazioni alla Procura della Repubblica di competenza.

Anche durante gli ultimi quattro mesi della pandemia Covid abbiamo raccolto decine e decine di segnalazioni soprattutto riguardanti l'impossibilità di eseguire (a differenza delle terapie) i controlli programmati e altri urgenti, a causa dell'improvvisa chiusura degli ambulatori AOU e ATS, eroganti i servizi sanitari.
 
Molto spesso non siamo nemmeno stati  avvisati di tali interruzioni, scoprendolo presentandoci negli ambulatori anche dopo ore di fila presso il "triage" allestito all'aperto.
Alle rare telefonate di avviso di blocco dei controlli, semestrali o annuali, è seguito il totale silenzio riguardo un possibile nuovo appuntamento.

Questo problema è comune a tutti, non solo alle pazienti oncologiche senologiche che formano il primo nucleo del Movimento, ma anche a pazienti affetti da altre gravi patologie che hanno subito la stessa negazione del diritto alle cure e ai controlli, come ad esempio i cardiopatici, nefropatici, diabetici, persone affette da Sclerosi Multipla, Sla, insufficienza respiratoria ecc.

 Un vero dramma nel dramma COVID, pregresso e attuale. Nessuno sa quale il nostro destino e quali e quanti gravi danni potremmo aver ricevuto dalla sospensione dei controlli e dal persistere di tale situazione, nonostante si sia appreso dai Media e da colloqui telefonici con gli ambulatori, che sia già stata predisposta la riattivazione del servizio. In realtà in seguito a nostra diretta verifica, questo non corrisponde esattamente al vero, soprattutto in diversi e delicati settori.
A questo proposito ci siamo domandati, perché le Direzioni sanitarie (commissariate sia a Sassari, sia a Cagliari) abbiano repentinamente chiuso gli ambulatori spesso senza avvisarci e, informandoci, abbiamo  scoperto che il tutto è avvenuto a seguito di una disposizione data dalla Direzione Generale ATS della Regione Sardegna https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_422_20200310102042.pdf, nonostante la Sardegna fosse quasi free-Covid, e mentre altre regioni d'Italia maggiormente compromesse, come ad esempio Lombardia, Veneto e Piemonte, proseguivano non solo ad erogare le terapie, ma anche i controlli programmati e urgenti.
Inoltre siamo a conoscenza del fatto che per le poche visite ambulatoriali che sono state recentemente riprogrammate, non sono date indicazioni su eventuali pre controlli anti Covid, che riteniamo siano invece indispensabili per accedere alle strutture ospedaliere, a garanzia reciproca di incolumità, sia dei pazienti, sia degli operatori.

In seguito a tutto ciò, all’interno del Movimento si è attivato un intenso confronto online,  arrivando alla conclusione che in tali eventi si possano evidenziare, gravi inadempienze nei confronti di tutte le persone aventi problemi di salute.

Avendo raccolto numerose ed importanti testimonianze da tutta la Sardegna, si è così deciso di prendere informazioni presso uno Studio Legale circa la possibilità di presentare, come Movimento, un esposto alla Procura della Repubblica, depositato in data odierna c/o la procura di Sassari, corredato di numerose memorie autografe, relative alla negazione del diritto alla salute, di cittadine e cittadini sardi a conoscenza dei fatti, che sono ora a disposizione delle Autorità Competenti.

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