Borsa di Milano, ecco i motivi per cui non si riesce a ripartire

Il movimento laterale dei prezzi sembra essere diventato una vera e propria costante per chi frequenta ogni giorno Piazza Affari. Infatti, sono state addirittura 11 le sedute negli ultimi giorni in cui l’indice più alto del listino di Milano si è spostato nella fascia che va da 19 mila fino a 20 mila punti.

Qualora questo particolare movimento laterale dovesse continuare, ecco che Piazza Affari potrebbe risentirne un po’ e diventare più debole, favorendo in questo caso un calo dei prezzi, o quantomeno aumentando le chance che si verifichi un simile scenario.

In realtà, però, ci potrebbe essere un fattore che può tornare utile per far ripartire la Borsa di Milano, che potrebbe rivelarsi molto interessante per chi è abituato ogni giorno a valutare in maniera approfondita l’andamento di tutti gli indici più importanti delle Borse internazionali, tra cui anche il Nasdaq 100.
L’immobilismo dei mercati rende più complicato il recupero delle quotazioni

Le ultime giornate di Piazza Affari, come hanno testimoniato i dati fatti registrare dall’indice Ftse Mib, hanno messo in evidenza come le Borse europee stiano attraversando un momento particolarmente difficile. Se, da un lato, c’è una notevole resistenza rispetto ad un calo marcato, in realtà dall’altro non si sono ancora dimostrate in grado di riprendere quota.

Un movimento laterale che va avanti da diverso tempo e potrebbe portare ad un incremento circa lo stato di incertezza che caratterizza i mercati. Al tempo stesso, però, porta gli investitori a non rinsaldare le attuali posizioni di acquisto. In questo momento, in modo particolare, sulle principali Piazze d’Europa c’è un notevole problema, ovvero che si vende ben poco, ma gli acquisti non si discostano più di tanto da tale trend.

La sensazione è che le Borse europee siano cadute in una specie di vortice di immobilismo, che potrebbe anche essere una sorta di attesa. È chiaro che, in ogni caso, non si può pensare di andare avanti in questo modo per troppo tempo. E il motivo è anche decisamente facile da intuire: infatti, se i prezzi non cominciano ad aumentare, ecco che gli investitori dovranno per forza di cose andare alla ricerca di ulteriori opportunità. Queste ultime potrebbero corrispondere a nuovi mercati su cui cominciare ad investire, salutando tutte le attuali posizioni.
Il fattore che fa da freno per le Borse europee

La netta sensazione che corre tra un gran numero di addetti ai lavori è che il fattore che stia incidendo maggiormente corrisponda alla ripresa economica nel Vecchio Continente. Ecco spiegato il motivo per cui c’è grande attesa per capire quali saranno le scelte legate al Recovery Fund. Potrebbero essere proprio questi miliardi a rappresentare una svolta sotto ogni aspetto in grado di trainare la ripresa economica dell’UE.

Il problema, però, è che al momento il Recovery Fund non ha ancora ricevuto l’approvazione da parte degli Stati Membri e ogni discorso verrà rinviato nelle ultime due settimane di luglio, periodo in cui si terrà una nuova riunione dell’Eurogruppo, che dovrebbe finalmente portare alla fatidica intesa, anche se non mancheranno polemiche, discussioni e scontri.

 È chiaro che questo stato di incertezza sta avendo un’influenza molto negativa, per l’Italia in modo particolare, dal momento che si tratta di una delle economie europee più deboli. Già il MES rappresenterebbe un po’ di respiro per le finanze nostrane, quantomeno restando in attesa del Recovery Fund. Non solo, dal momento che una tale mossa darebbe una mano anche allo spread. Il rapporto tra i rendimenti del Bund e del BTP non è più in grado di diminuire, visto che ormai da diverse settimane si trova in uno stato di immobilismo compreso tra 170 e 180 punti. E, in tal senso, senza notizie importanti come l’accettazione del MES, Piazza Affari verosimilmente continuerà con tale scenario.

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