Peste suina: la Regione in prima linea
per trovare una rapida soluzione

Interrogazioni anche in Consiglio Regionale da parte dell'Idv
di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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BOTTIDDA. Il faccia a faccia c'è stato e un primo passo è stato fatto. Dall'incontro a Cagliari tra Gianfranco Campagnani (azienda suinicola Tecnopig), Salvatore Sellemi (ditta di mangimi Ferrero) e gli assessori alla Sanità e all'Agricoltura Liori e Contu si è capito che la Regione ha intenzione di bussare alla porta di Bruxelles e di Roma per trovare, alla svelta, una soluzione sulla questione peste suina africana in Sardegna.

La decisione della Commissione europea di posticipare a settembre le decisioni sul dare il via o meno alle macellazioni e allo spostamento dei maiali, dopo il blocco imposto per circoscrivere la malattia, aveva sorpreso tutti quanti e buttato nello sconforto l'azienda di Gianfranco Campagnani che aveva lanciato l'allarme: 8mila maiali bloccati e il rischio di un tracollo sanitario e finanziario. La struttura è, infatti, la più grossa porcilaia del Nord Sardegna e gestisce due terzi del mercato suinicolo regionale. A rischio insomma è l'intero indotto sardo: non sono pochi spiccioli.

Anche sul fronte politico le reazioni alla situazione non si sono fatte attendere: quasi in contemporanea con l'incontro in assessorato, in Consiglio regionale veniva deposita un'interrogazione a firma dei consiglieri Cocco, Salis e Mariani dell'Italia dei valori, che chiedeva a Contu e Liori quali interventi «avevano intenzione di adottare per sollecitare il Comitato di sanità animale dell’Unione Europea a riconsiderare l’urgenza della situazione e ad assumere in tempi brevi una decisione in merito alla deroga richiesta dal Ministero della Sanità».

I primi focolai di peste suina erano stati isolati in Goceano a Giugno. Erano subito partite le procedure di emergenza con il blocco della movimentazione e il divieto di macellazione delle carni. Per circa un mese l'azienda Campagnani, era stata inserita nella zona “sorveglianza”, in isolamento sanitario per precauzione. Non potendo né spostare, né macellare i maiali in poco tempo il numero dei suini era aumentato a ritmi vertiginosi sino ad arrivare a circa 8mila: una situazione drammatica. Per questo la decisione della Commissione Ue era attesa con fiducia, perché così era sempre successo. Stavolta però Bruxelles ha "voluto chiudere per ferie" e rimandare tutto a fine estate.


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