Domani a Ozieri la semifinale del Poetry Slam Sardegna 2020

Domani ad Ozieri, alle ore 20, i campetti di San Gavino in via Brigata Sassari faranno da cornice alla VII edizione della tappa ozierese del poetry slam con la semifinale del campionato Poetry Slam Sardegna 2020. L’evento, patrocinato dal Premio Ozieri di Letteratura Sarda, è inserito nel quadro degli appuntamenti della manifestazione “Estiamo Insieme 2020”, organizzata dal Comune di Ozieri, assessorato alla Cultura.
In gara i concorrenti avranno a disposizione tre minuti a testa, solo voce e corpo, per leggere i loro scritti, una giuria estratta a sorte fra il pubblico presente decreterà poi il vincitore.
Saranno presenti rinomati artisti della parola, del palco e della voce, quali: Sergio Garau, Giovanni Joan Oliva, Roberto Demontis, Marco Mura, Mario Carcassi, Paolo Sedda, Paolo Zara, Pupa Niolu, Roberto Nieddu, Sandro Mattei, Sara Tetano.
I partecipanti dunque si contenderanno i quattro posti per la finale e -  insieme ai vincitori della prima semifinale svoltasi al Fico d'India di Cagliari (qualificati Luigi Usai, Francesca Falchi, Marco Vargiu, Valerio Camera) e alla rappresentante del campionato studentesco sardo di poetry slam (Maria Feti) - per provare a conquistare il Bronzetto d’Oro, il titolo di campione o campionessa regionale della Sardegna che si terrà a Cagliari il prossimo mese di ottobre. Nel 2015, ricordiamo, la finale regionale si tenne proprio ad Ozieri davanti un folto pubblico accorso al Teatro civico da tutta la Sardegna.
Animerà la competizione letteraria Giovanni Salis come maestro di cerimonia (M.C.) con l'aiuto di Alessandro Doro come notaio di gara.
Ad impreziosire la semifinale sarà presente l'attrice e poetessa Tetta Becciu che reciterà con la sua bella voce alcune poesie che negli anni sono state insignite del Premio Ozieri, giunto quest’anno alla 61^ edizione.
In caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro civico «Oriana Fallaci».

Il poetry slam ha regole molto semplici, ogni partecipante deve portare due testi scritti di proprio pugno (uno per il girone, uno per l’eventuale finale), ed interpretarle dal vivo senza musiche, oggetti scenici, travestimenti, ma solo tutto ciò che può essere fatto con la voce e con il corpo è concesso, tranne cantare, se non per un poco – non ci sono vincoli di lingua, tema, forma, sesso, età, taglio di capelli – il pubblico tutto decide chi vince, sotto la direzione dell’EmCee (Master of Ceremony come dicono in America mutuando il termine dallo slang Hip Hop), che presenta e anima la sfida letteraria. Ma lo slam è poi, in verità, molto di più, ed è in questo ‘di più’ che sta la ragione del suo dilagante successo in America, Canada, Inghilterra, Germania e dal 2013 anche in Italia ed in Sardegna.



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