La Tirrenia venduta alla Cin
Cappellacci: uniti contro l'ingiustizia
Nel pomeriggio il Governatore ha riferito in Consiglio regionale
di Valentina Guido
Ieri infatti i tre esperti imprenditori (Msc, Moby e Grimaldi Group) che costituiscono la cordata Cin hanno messo le mani sulla Tirrenia e firmato il contratto di cessione alla presenza del commissario straordinario. Avranno così il marchio e 18 navi, oltre alle linee di trasporto previste da un'apposita convenzione che sarà stipulata con il ministero dei Trasporti. Pagheranno subito 200 milioni e altri 180 in seguito. Dallo Stato arriveranno 72 milioni per otto anni, e la nuova Tirrenia dovrà mantenere gli attuali posti di lavoro.
Per la Regione Sardegna, che fino all'ultimo ha tentato di essere coinvolta nell'operazione, si è trattato di una doccia fredda, o meglio di uno “schiaffo”, come ha commentato il consigliere del Ps D'Az Giacomo Sanna. In serata è arrivata la replica piccata del governatore Ugo Cappellacci e dell'assessore ai Trasporti Cristian Solinas, pronti a dare battaglia davanti alla Corte costituzionale, all'Ue e in sede civile: “Andiamo avanti con determinazione e non ci fermeremo né di fronte a contratti né dinanzi a una convenzione nella quale non ci riconosciamo assolutamente. Il nostro standard è quello della Flotta Sarda: quello di collegamenti che assicurino il pieno diritto alla mobilità per i Sardi e una continuità territoriale vera per il nostro sistema economico. Le navi Scintu e Dimonios sono nate come processo di legittima difesa. Di fronte a nuovi attacchi ai nostri diritti la reazione sarà altrettanto forte e determinata. Chi oggi pensa di aver messo in cassaforte un risultato a discapito del Popolo Sardo, domani dovrà leccarsi le ferite.”
Una pioggia di reazioni ha seguito la vendita della Tirrenia, considerato anche il fatto che la privatizzazione non è avvenuta in modo rapido e indolore, ma ha anzi richiesto mesi. E dopo il lancio della Flotta sarda, che finora ha venduto più di 26mila biglietti incassando 7.215.euro, c'è stato um momento in cui sembrava che la Cin volesse mollare. L'operazione Saremar, infatti, è stata vista come una concorrenza sleale, da eliminare subito a vantaggio dei grandi armatori, oggi ancora più potenti. La firma del contratto avvenuta all'insaputa di Cappellacci potrebbe essere letta proprio come una ripicca nei confronti di Dimonios e Scintu. Per Michele Cossa dei Riformatori, “è stata l'ennesima dimostrazione del disinteresse di Berlusconi per la Sardegna”. E dire che questo governo dovrebbe essere “amico”. Per l'opposizione, tuttavia, l'esecutivo regionale ha le proprie responsabilità, essendosi mosso in ritardo sul caro-traghetti, senza alcuna programmazione.
Tra un mese sarà stipulata la convenzione tra i nuovi proprietari e il ministero dei Trasporti, solo dopo la decisione dell'Antitrust europeo che potrebbe opporsi alla concentrazione delle rotte.
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