Unione Coros, impegno di spesa per l'acquisto di sanificatori nei Comuni dell'Unione

L’8 Ottobre 2020, in via telematica, si è riunita la giunta dell’Unione del Coros per approvare una variazione di bilancio di previsione, ai fini dell’acquisto di apparecchi professionali atti all’igienizzazione dell’aria. Questi apparecchi, funzionali alle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da coronavirus, saranno destinati ai comuni del territorio del Coros che li metteranno a disposizione delle strutture pubbliche dove se ne richiede l’urgenza (scuole, case comunali, biblioteche etc ). La variazione di bilancio proposta dalla giunta e poi approvata nella delibera successiva (che andrà consecutivamente approvata in assemblea dei sindaci in seconda battuta) prevede un intervento, finanziato con applicazione di avanzo disponibile, nella spesa in conto capitale, nel servizio associato di Protezione civile. L’acquisto di attrezzature portatili per la sanificazione è finanziato con 60.000,00 euro. Nello specifico, si tratta di micro-nebulizzatori brevettati e di ultima generazione che possono essere trasportati con molta facilità da un ambiente all’altro e sono in grado di sanificare almeno 15000 metri cubi a singola apparecchiatura. La tecnica utilizzata è la disinfezione per saturazione usando il perossido di idrogeno che incontrando l’ossigeno nell’aria si combina e procede alla sanificazione della stessa. L’intervento in stato d’urgenza arriva all’indomani della proroga dello stato d’emergenza al 31 gennaio 2021, con il quale non solo si prolungano nel tempo le precauzioni e le attenzioni al diffondersi del virus, ma si intensificano le misure di contenimento e di monitoraggio dell’epidemia. Nella somma finanziata, sono previsti i corsi di aggiornamento per il personale che dovrà azionare e utilizzare i sanificatori e verificarne il corretto funzionamento. “Questa manovra –spiega il Presidente del Coros Carlo Sotgiu- è pensata per sostenere i comuni nelle spese a garanzia della salubrità degli ambienti, della salute pubblica nelle scuole, uffici, biblioteche, centri sociali. Visto che la vita sociale ha subito un ridimensionamento e dobbiamo adeguarci alle norme vigenti, quantomeno gli spazi pubblici in cui viviamo lavoriamo e studiamo, devono necessariamente costituire una sicurezza per il cittadino.”




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