Digital divide in Sardegna: come combatterlo?

La Sardegna è senza alcun dubbio una delle regioni più belle d’Italia. È ricca di storia, cultura e tradizioni che i suoi abitanti portano avanti con fierezza ed orgoglio. Ma la Sardegna è anche tanto altro, è lavoro ed innovazione, è attenzione alle nuove tendenze e le nuove tecnologie. Per questo motivo sono state intraprese una serie di iniziative che possono permettere di azzerare il digital divide in regione.

A confermarlo l’assessore regionale degli Affari regionali, Valeria Satta, che ha messo il punto sulle azioni condotte dalla Regione negli ultimi mesi al fine di ridurre i limiti socio-economici che l’isola deve patire per l’esistenza tuttora di un netto divario tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione, da internet all’uso di un personale computer, e chi ne è ancora escluso, in parte o del tutto. L’assessora pone l’accento sui 75 cantieri in lavorazione, i 220 già collaudati e i 152 i servizi di banda ultra larga attivati.

La Regione Sardegna è stata candidata come polo strategico nazionale per i data center pubblici, ha avuto il riconoscimento degli interventi sulla sicurezza con il primo Cert-PA regionale, oltre al recente progetto “Kentos” che porta la connettività a 100 Gbps in oltre 800 uffici, compresi i Comuni e l’intento è quello di continuare il percorso intrapreso, che ha consentito di attivare l’infrastruttura in 152 Comuni, rispetto ai soli 24 che risultavano nello scorso mese di luglio.

La situazione
Durante il lockdown uno dei limiti emersi ha riguardato proprio il digital divide. Molti Comuni si sono trovati in difficoltà per l’impossibilità di accedere alla banda larga, assolutamente indispensabile in un momento in cui lo smart working e la teledidattica sono diventati lo strumento con il quale le pubbliche amministrazioni e le istituzioni scolastiche hanno cercato di mantenere attivi i servizi al cittadino e agli studenti. Il divario digitale, inoltre, non si abbatte senza la collaborazione in quanto in Sardegna, e non solo, negli ultimi anni ci sono state troppe controversie tra gli enti pubblici e le imprese private spesso legate alle lungaggini burocratiche ed alle tante autorizzazioni necessarie per l’avvio di lavori per i quali, dall’inizio al completamento, serve poi sempre molto tempo.

L’intervento pubblico, attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, è inoltre fondamentale in quelle aree che, non coperte ancora da Internet a banda larga, sono a cosiddetto fallimento di mercato, ovverosia dove il numero di potenziali utenze domestiche e commerciali attivabili è così basso da essere di scarso rilievo economico per un operatore telefonico privato che dovrebbe investire. La tecnologia ADSL, ormai datata e superata, non può più essere infatti al giorno d’oggi la risposta per l’accesso alla Rete Internet caratterizzata da una sempre più crescente mole di contenuti che sono fruibili solo con le connessioni in banda ultralarga.

I dati
Secondo i dati Eurostat relativi al 2019, in Sardegna la connessione veloce riuscirebbe a raggiungere circa l’84 per cento degli abitanti, dove la media europea è dell’85 per cento. Per quanto riguarda invece la fibra ottica, al momento risultano connesse 184 mila unità immobiliari. Ciò nonostante la Sardegna risulta essere tra le ultime regioni in Italia per quanto riguarda le infrastrutture digitali. Alcuni comuni soffrono infatti di un ritardo nella dotazione di infrastrutture tecnologiche e digitali tale da incidere sull’efficacia dei servizi offerti alla cittadinanza e ai turisti, in particolare se paragonati ad altri comuni d’Europa.

Le soluzioni
Oltre ad essere candidata per diventare un polo strategico nazionale per la gestione dei data center pubblici, ovvero tutti i dati in possesso della pubblica amministrazione, la Sardegna parteciperà alla fase pilota della piattaforma ideata per contrastare gli attacchi informatici diretti contro la PA. Un altro passo importante per colmare il divario digitale è inoltre rappresentato dal progetto Kentos, grazie al quale si è riusciti a portare una connettività pari a 100 Gbps in più di 800 uffici, tra i quali quelli dei comuni.

La banda larga potrà essere molto utile agli utenti nelle loro attività quotidiane, come ad esempio lo streaming online oppure i casinò. Allo stesso modo aiuterà le varie realtà imprenditoriali. Da un recente rapporto della Confartigianato Sardegna, inoltre, è emerso che nella Regione è in forte crescita il numero di micro e di piccole imprese che, per vendere, fanno leva in tutto o in parte sul canale online attraverso l’e-commerce. Così come sul territorio il 63% degli internauti sardi acquista online beni e servizi.

L’accesso ad Internet, quindi, permette a migliaia di micro e di piccole imprese di spingere in alto i propri ricavi intercettando nuove fette di mercato in linea con quelle che, tra l’altro, sono le nuove abitudini di acquisto dei consumatori.


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