Torna a Porto Torres la "pesca dei rifiuti" organizzata dal Parco Nazionale dell’Asinara

Torna a Porto Torres la ‘pesca dei rifiuti’, l’iniziativa organizzata dal Parco Nazionale dell’Asinara nell’ambito del progetto europeo Clean Sea LIFE per promuovere le attività di pulizia dei fondali. Dodici i pescherecci turritani che sbarcheranno per tutta la settimana i rifiuti imbrigliati nelle reti; a smaltirli penserà l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna con la collaborazione del Comune, della Capitaneria di Porto e il sostegno del programma LIFE della Commissione Europea. Nella mattinata di domani, martedì 26 ottobre alle ore 9.00, presso la banchina Dogana lato interno, avverrà il primo sbarco dei rifiuti e, contestualmente, il Parco consegnerà una cerata ai pescatori in riconoscimento del loro impegno.
Nella passata edizione di A pesca di Rifiuti ciascun peschereccio di Porto Torres sbarcò in media 16 kg di spazzatura marina. Una attività che, in assenza di un iter condiviso e una filiera che ne assicuri lo smaltimento al di fuori di queste iniziative sperimentali, ancora oggi è fuori legge. Così tutti i giorni bidoni, bottiglie, reti abbandonate e sacchi di plastica che finiscono nelle reti vengono riportati a galla e poi ributtati poi in mare.
Spiegano Eleonora De Sabata, coordinatrice del progetto e Vittorio Gazale, direttore del Parco dell’Asinara: “Da Porto Torres è partita una piccola rivoluzione di buonsenso che, con la sperimentazione Clean Sea LIFE, ha toccato San Benedetto del Tronto, Rimini e Manfredonia ed è infine approdata in Parlamento. Coinvolgendo 100 pescherecci, la flotta più numerosa mai impegnata in questa attività. E’ stato identificato un modello virtuoso di gestione condiviso prima con la Camera dei Deputati e ora in Senato. Ci auguriamo che il disegno di legge Salva Mare possa ora essere approvato e implementato al più presto, consentendo a tutti i pescatori d’Italia di ripulire i fondali del nostro mare”.  
Il progetto europeo Clean Sea LIFE si avvia a conclusione dopo quattro anni di intensa attività per la quale è stato riconosciuto come ‘flagship project’ del programma LIFE. Oltre alla collaborazione sul disegno di legge Salva Mare, Clean Sea Life ha contribuito al bando delle microplastiche nei cosmetici in Italia, meritandosi la citazione dal Ministero dell’Ambiente quale Best Practice nel “G7 Plastics Workshop” del 2017. Tre comuni italiani hanno bandito, su invito del progetto, il lancio massiccio di palloncini. Più di 9.000 persone hanno preso parte alle attività di pulizia di spiagge e fondali, raccogliendo oltre 66 tonnellate di spazzatura marina, di cui 51 dai fondali italiani. Oltre 18.000 persone, 4.500 studenti, 223 circoli nautici, di subacquea e pesca e 120 operatori turistici e balneari hanno aderito a Clean Sea LIFE. In tre anni il progetto ha coinvolto oltre 30.000 persone in conferenze, incontri, fiere e la mostra -  esposta sia nel Parco dell’Asinara che nella sede del Parco a Porto Torres, oltre che in Musei, acquari e persino sulle navi della Guardia Costiera - è stata visitata da oltre 65mila persone. Partner del progetto sono: il Parco Nazionale dell’Asinara, capofila, con CoNISMa, network di 35 università che studiano il mare; le associazioni Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e il Centro Velico Caprera. Clean Sea LIFE è presente sul web all’indirizzo www.cleansealife.it e sui social Facebook, Twitter, Instagram e Youtube @CleanSeaLife




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