L'incubo durava da mesi

Alghero, arrestati tre minorenni
avrebbero abusato di due ragazzine

Altri cinque minori sono indagati per gli stessi reati
di Francesco Bellu
foto archivio (foto: archivio carabinieri)
foto archivio (foto: archivio carabinieri)

ALGHERO. Avevano approfittato della loro bontà e dei loro sentimenti. Per mesi due ragazzine di nemmeno quattordici anni sono state costrette a compiere o a subire atti sessuali da parte di tre giovani poco più grandi di età. Ora l'incubo finalmente è finito: ieri sera i ragazzi sono stati arrestati e portati in una comunità di accoglienza dai carabinieri di Alghero in collaborazione con i colleghi della sezione di Polizia Giudiziaria del Tribunale dei minori di Sassari. In base all'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, i tre sono ritenuti responsabili in concorso di violenza sessuale di gruppo, estorsione, furto, e danneggiamento. Reati commessi ad Alghero tra il dicembre 2010 e lo scorso mese di giugno.

In base alla ricostruzione fornita all'Arma dalle due vittime, per mesi avrebbero subito continue violenze e abusi sessuali da parte di questo gruppetto di giovani per i quali all'inizio provavano dei sentimenti di simpatia. Le indagini erano partite ai primi di luglio, quando una delle due ragazze si era presentata in caserma, accompagnata dai genitori, per denunciare di essere stata costretta a consegnare alcuni gioielli di famiglia.

La piccola gang, infatti, si era resa anche responsabile di alcuni furti e danneggiamenti ai danni di alcuni esercizi commerciali della città catalana. In alcuni casi erano arrivati anche a minacciare il commerciante di turno se si rifiutava di somministragli cibo o bevande e, nel caso, a danneggiare il locale dopo l'orario di chiusura. Tutto ciò serviva a sostenere le spese che i ragazzi sparpagliavano tra videogiochi, cellulari e alcol.

Altri cinque minori sono stati indagati per gli stessi reati, ma gli accertamenti dei carabinieri mirano a individuare altri componenti della "banda" ed eventuali vittime. Nel frattempo i servizi sociali del Comune sono stati attivati: la vicenda si è, infatti, consumata in un contesto sociale molto degradato, in cui sono venute a mancare le più elementari regole di vita civile. Tutta la delicata attività investigativa, diretta dalla sostituto procuratore Maria Gabriella Pintus, è stata portata a termine in breve tempo, parallelamente ad un’intensa attività di diffusione della cultura della legalità e di prevenzione del fenomeno del bullismo, attraverso incontri con gli studenti di tutti gli istituti scolastici del territorio.

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