Un nuovo caso a sassari

Sospeso su una gru a 40 metri da terra
Un egiziano minaccia di buttarsi giù

di Daniele Giola
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Identica scena ad alta tensione di una settimana fa in via Emilio Lussu, identico gesto disperato: un uomo sospeso su una gru a 40 metri di altezza che minaccia di lanciarsi nel vuoto. Identici pure i motivi (economici), ma diversi i protagonisti.

Sette giorni fa era stato un dipendente egiziano di Mido 2010, un'impresa edile che lavora in subappalto per conto della ditta Nivola Srl di Orani (il committente è la Ng sempre di Orani) a gridare dal cielo di un palazzo la sua sofferenza perché senza stipendio da due mesi. Oggi, per uno stranissimo gioco delle parti, è invece lo stesso titolare di Mido 2010 (o meglio il marito della titolare) Kamel Abdel Samie di 39 anni, a tenere tutti con il fiato sospeso. Dalle 14 è seduto, in precario equilibrio, sulla Gru che sovrasta lo stesso palazzo. Non ha intenzione di scendere mentre dalla piccola via che dà accesso al cantiere, il suo avvocato, Giuseppe Onorato, non nasconde l'eventualità di un gesto estremo. "E' disperato - spiega -. Da mesi non riceve quanto dovuto da Nivola. Vanta un credito di 90mila euro, ma al momento non ha nulla. Così non può pagare gli operai, i contributi e nemmeno se stesso. Non sa che fare, considerando che ha anche una moglie e due figli piccoli da sfamare".

Tra la fitta folla di curiosi che assiste alla scena ci sono anche i dipendenti dell'imprenditore egiziano - sei connazionali e un siriano - tra i quali anche Hassayn Sarhan, 54 anni, l'uomo che proprio una settimana fa aveva minacciato di lanciarsi nel vuoto. Per loro quanto sta accadendo è un bluff: un maldestro tentativo del loro "capo" per prendere i soldi da Nivola e fuggire via senza pagarli (tutti e sette dicono di non percepire lo stipendio da due mesi e raccontano di aver scoperto da poco che il loro principale li ha assunti con l'inganno, che non ha registrato i loro contratti ed è per questo che l'impresa madre non starebbe pagando Mido2010).

Pochi metri più in là, Alaa Aliabd El Ganeabd, che dice di essere il fratello dell'uomo sulla Gru e in qualche modo cotitolare di Mido2010, mostra un messaggio inquietante ricevuto lo scorso aprile che confermebbe invece la buona fede della sua impresa e configurerebbe una situazione particolarmente grave: "Il nostro rapporto è chiuso, alle scadenze verrai pagato. Risolvibili le cose. Se vedo casino ti taglio la testa". Il mittente sarebbe Angelo Nivola, l'uomo che invece i dipendenti egiziani considerano serio e puntuale. Ovviamente tutto è da verificare come gli strani intrecci tra imprese che sembrano rimbalzarsi responsabilità nei pagamenti.

Nonostante i tentativi per convincerelo a scendere da parte degli agenti della polizia e dei vigili del fuoco (sul posto anche personale del 118), alle 19 l'imprenditore egiziano è ancora sulla gru. Non ha intenzione di desistere.

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