Salviamo la chiesa di Santa Maria in Betlem di Sassari

Sassari. “Sono trascorsi ormai due anni dalla presentazione del progetto di restauro della Chiesa di Santa Maria in Betlem e del convento annesso, tuttavia, i lavori non risultano ancora avviati. Così, col passare del tempo, le condizioni della Chiesa più antica di Sassari, oggetto di profonda devozione e sede di importantissime opere d’arte nonché dei famosi Candelieri, stanno peggiorando inesorabilmente. Le forti piogge stanno infatti aggravando le numerose criticità già presenti. Da anni – spiega la consigliera regionale del m5s Desirè Manca - la struttura presenta importanti cedimenti e problemi di staticità che interessano la facciata principale, il tetto, il conventino adiacente alla basilica e il campanile. La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti, dal momento che sin dal giugno 2015 si è verificato il distacco di alcune porzioni di intonaco della navata centrale”.
“Nel 2018 sono stati stanziati fondi per un milione e 300 mila euro per preservare questo bene culturale e artistico di grande pregio. Risorse congelate a causa di un inaccettabile intoppo burocratico che ancora oggi impedisce l’avvio di un intervento essenziale e impellente”.
A denunciarlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione al Presidente Solinas e all’assessore dei Lavori Pubblici per sapere quale sia lo stato di attuazione del Protocollo di intesa, approvato nel 2018, tra la Regione, il Comune di Sassari, il Segretariato regionale del MIBACT, la Diocesi di Sassari e l'Ente Convento dei Frati Minori Conventuali di Santa Maria in Sassari per l’utilizzo delle risorse destinate alla realizzazione dell’intervento di restauro e consolidamento del complesso monumentale.
“A febbraio di quest’anno - spiega Desirè Manca - in risposta a un’interrogazione presentata in Consiglio comunale per poter avere informazioni sullo stato degli interventi, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sassari ha precisato che il progetto, sottoposto alla Soprintendenza l’11 dicembre del 2019, era ancora in attesa del necessario nulla osta. Pertanto, poiché  ritengo sia assurdo  dover attendere oltre, chiedo al Presidente  Solinas di attivarsi per salvare questo bene dal valore inestimabile, caro alla città di Sassari e alla Sardegna intera”.

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