Salute mentale, il Comune è vicino
ai malati: "La Asl ha sbagliato"

"Il 6 luglio qualcosa nella pubblica amministrazione non ha funzionato"
di Valentina Guido
Antonello Pittalis, Gisella Trincas e Michele Poddighe (foto: SassariNotizie.com)
Antonello Pittalis, Gisella Trincas e Michele Poddighe (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Il 6 luglio qualcosa a Sassari non ha funzionato. Si è inceppato il meccanismo che avrebbe dovuto permettere ai nove malati psichiatrici, “sfrattati” dai Nas, di vivere nelle abitazioni di via Nizza e via Savoia, regolarmente prese in affitto e pagate dagli inquilini come potrebbe fare qualsiasi cittadino di Sassari. Il dibattito messo in moto dall'azione della magistratura, e portato all'attenzione dell'opinione pubblica dal comitato A casa mia, è approdato oggi nella commissione Cultura e Politiche sociali del Consiglio comunale, che ha ascoltato l'assessore alle Politiche sociali, Michele Poddighe, il responsabile del Centro di salute mentale Antonello Pittalis, e la presidente dell'Associazione sarda per l'attuazione della riforma psichiatrica Gisella Trincas.

Sotto accusa è finita la Asl, che soltanto oggi, a un mese dall'accaduto, ha ascoltato ciò che aveva da dire Antonello Pittalis, finito nel calderone dell'inchiesta giudiziaria assieme alla cooperativa Pitzinnos e al personale del Centro di salute mentale, infermieri ed educatori che da quando sono stati interrogati dai Carabinieri del Nas “hanno paura, e non è un caso se, da quando è accaduto quest'episodio, gli interventi a domicilio sono diminuiti dell'80 per cento. Vuol dire che oltre ai nove pazienti in questione, ci perdono anche i 1200 malati assistiti ogni anno dal Centro di salute mentale”.

Gli interventi dei consiglieri Isidoro Aiello, Esmeralda Ughi e Simone Campus mettono in evidenza che in questo caso la pubblica amministrazione ha fallito. Come ha spiegato l'assessore Poddighe, “la magistratura interviene quando le amministrazioni non parlano tra loro e non fanno chiarezza”. Secondo Simone Campus, “il Comune di Sassari deve fare qualcosa, interloquire con tutte le parti in causa, prima fra tutte la Asl, e far capire che si è trattato di un equivoco”. Gisella Trincas ha usato la parola “abbaglio” per descrivere quello che è successo ai giudici. “L'inchiesta è partita da un presupposto sbagliato: che quelle case fossero strutture sanitarie abusive, e non abitazioni come le altre- afferma Gisella Trincas -Stiamo lavorando per far chiudere l'inchiesta e fare in modo che i 9 malati sfrattati ritornino a casa, perché questo è ciò che desiderano. L'associazione dei familiari oggi nominerà un legale per far capire alla Procura che è stato fatto un errore”.

Molto duro nei confronti dell'assessorato regionale alla Sanità il presidente della commissione Sergio Scavio: “Le cose sono peggiorate da quando è cambiata la maglia politica. Abbiamo meno dati sulle politiche di Salute mentale del territorio, e in generale si sta tornando indietro nell'applicazione della legge Basaglia, che comunque non è stata mai applicata del tutto”. Una cosa è certa: il Consiglio comunale di Sassari è vicino ai pazienti psichiatrici e ai loro parenti e al comitato A casa mia, ed è ufficialmente a disposizione per contribuire all'attuazione delle politiche di salute mentale.

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