Evasori totali scoperti dalla Guardia di Finanza: omesse dichiarazioni per oltre 300mila euro

L’attività della Guardia di Finanza, in questo particolare periodo storico caratterizzato da un’emergenza sanitaria che sta riverberando i suoi effetti negativi tanto in ambito sanitario quanto sul tessuto economico della società, ha come baricentro di operatività l’individuazione delle fattispecie illecite più gravi e pericolose che minano seriamente l’integrità e l’equilibrio dei mercati e del sistema tributario.

Continua quindi l’opera delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari nell’ottica di individuare ed anemizzare le più importanti forme di evasione fiscale, un fenomeno che produce effetti negativi per l’economia e danneggia le risorse economiche dello Stato.

Un ruolo, quello dei Finanzieri, che, in questo specifico momento, si pone maggiormente al fianco dei cittadini, nell’intento di contribuire attivamente alla ripresa del Paese attraverso l’individuazione delle risorse sottratte indebitamente al Fisco, aggravando ulteriormente il carico fiscale per i cittadini onesti.

In quest’ottica, negli ultimi giorni, i Finanzieri della 2° Compagnia di Cagliari hanno concluso tre interventi fiscali nel capoluogo e nel suo immediato hinterland (Quartu S. Elena e Selargius) nei confronti di altrettante realtà commerciali, operanti nel campo della meccanica e del trasporto merci: i controlli hanno portato alla constatazione di oltre 338.000 euro di ricavi non dichiarati al Fisco.

I soggetti verificati, frutto di una selezione conseguente a una indicizzazione secondo precisi canoni di pericolosità fiscale, sono stati selezionati ad esito del collaudato sistema di incrocio delle risultanze della quotidiana attività di controllo del territorio con i dati e le informazioni agli atti dei Reparti e le evidenze emerse dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo. Un’attività meticolosa ed articolata, con la finalità di intercettare le forme di evasione fiscale più pericolose e maggiormente lesive degli interessi collettivi, intercettate e quantificate anche grazie a particolari strumenti operativi, tra i quali lo spesometro, un applicativo all’interno del quale confluiscono le fatture emesse dai vari operatori economici nei confronti dei rispettivi clienti.

Caratteristica comune a tutte le circostanze oggetto d’ispezione, è stata la qualifica di evasore totale dei verificati, i quali, per diverse annualità, non hanno presentato al Fisco le dovute dichiarazioni dei redditi’, anomalia resa ancora più particolare dal fatto che gli stessi risultavano pienamente attivi nel proprio campo professionale di competenza con la realizzazione di specifici volumi di affari ed il sostenimento di costi di esercizio.

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