Telelavoro: che cos’è e come funziona

Negli ultimi tempi sempre di più parlare di telelavoro ma molti non hanno ancora presente di che cosa si tratta sono le sue caratteristiche peculiari.
Che cos’è il telelavoro
Si definisce come la telelavoro un’attività lavorativa svolta fuori dai confini aziendali. Invece, lo smartworking riguardo invece una modalità differente che incentiva l’autorizzazione del lavoratore che può lavorare sia dentro che fuori i locali aziendali. Entrambe queste nuove modalità di lavoro sono una scoperta recente che puntano a una maggiore conciliazione tra lavoro e vita privata. Hanno ricevuto una grande spinta negli ultimi tempi per via della crisi sanitaria.
Le caratteristiche del telelavoro
Con il telelavoro si presta l’attività lavorativa dal proprio domicilio in qualsiasi altro luogo differente dalla sede dell’azienda. Per farlo si sfruttano gli strumenti informatici e telematici restando in contatto con colleghi, sede aziendale, altri referenti. Il ruolo dell’informatica è quindi di primo piano perciò diventa fondamentale avere un partner che si occupi di manutenzione e assistenza Lenovo a Milano.
Perché si possa parlare di telelavoro devono esserci delle caratteristiche ben precise, iniziando dal decentramento produttivo. Come già specificato in anticipo, si tratta di lavorare in un luogo diverso rispetto alla sede aziendale.
Per svolgere l’attività lavorativa si sfruttano i mezzi informatici e deve essere presente un collegamento tra il singolo lavoratore e l’azienda. Altra caratteristica fondamentale riguarda la flessibilità dei tempi di lavoro seppure è necessario essere a disposizione in alcune fasce orarie.
Le tipologie di telelavoro possibili
Quando si parla di telelavoro, in realtà non si fa riferimento a un tipo solo poiché ne esiste più di una. Si possono distinguere diverse forme di telelavoro in base al tipo di collegamento con il lavoratore. Con il telelavoro online c’è un collegamento costante tra lavoratore e datore di lavoro grazie agli strumenti informatici che permettono di interagire in tempo reale con il resto dell’azienda, permettendo anche attività di controllo da parte del datore.
Quando invece si fa riferimento al telelavoro one way, si tratta di un collegamento a senso unico. In poche parole è solo il lavoratore che invia il materiale senza un contatto diretto con l’azienda e anche senza la possibilità di un controllo.
Infine, si può sentire parlare di telelavoro offline quando non c’è alcun tipo di collegamento informatico tra i due soggetti. Il lavoratore riceve le istruzioni e il controllo da parte del datore avviene solo al momento della consegna. Questa particolare tipologia può avvenire anche senza l’uso di strumenti canali e informatici.
Come è organizzato il telelavoro
Il telelavoro può essere inquadrato anche in base alle modalità organizzative. Con il termine inglese homeworking si indica il telelavoro a domicilio, il quale rappresenta anche la modalità più diffusa oggi. Invece di lavorare in impresa, il lavoro viene svolto presso la propria abitazione restando collegati grazie alla rete internet.
Si può sentir parlare anche di telelavoro mobile, cioè working out, quando il dipendente non ha una sede fissa ma svolge la sua attività in uno luogo sempre diverso, sfruttando sempre gli strumenti informatici per comunicare. Concludono l’elenco i telecentri, cioè strutture pensate per queste nuove modalità, e le imprese virtuali che esistono invece sono in forma dematerializzata.

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