sopra&sotto

Il castello c'è ma non si vede
Richiusa piazza Cavallino

Un fossato e due corridoi per un percorso sotterraneo
 (foto: Comune di Sassari e SassariNotizie.com)
(foto: Comune di Sassari e SassariNotizie.com)
SASSARI. Se prima si vedeva, o meglio si intravedeva, ora non più. Quel che resta del castello aragonese in pieno centro diventerà un percorso sotterraneo, per il momento però è ridiventato invisibile. Come lo era stato finora. Da poco più di una settimana, infatti, gli scavi archeologici non si possono più sbirciare da piazza Cavallino De Honestis, dove spesso gli anziani e i passanti si fermavano a curiosare e a commentare. Il buco è stato ricoperto da anonime piastrelle proprio a livello della piazzetta tra via Politeama e largo Cavallotti. Una soluzione che lascia molti insoddisfatti anche perché ora non c'è nulla che segnali lo scavo e cosa è stato ritrovato. Da lì prima si notava una scala ben definita e parte del muro del fossato che circondava il castello, che è stato distrutto del tutto. Resta il cantiere trincerato in una parte di piazza Castello, dove sotto si continua a lavorare per consolidare la struttura, pulire il fossato e i corridoi ritrovati.

La copertura.
Daniela Rovina della Soprintendenza ai beni archeologici ha seguito gli scavi, mentre della fase successiva, la cosiddetta valorizzazione, se ne dovrà occupare la Soprintendenza ai beni architettonici e storici.
A livello personale l'archeologa dice di condividere il tipo di copertura utilizzata in piazza Cavallino, anche se nasconde ciò che c'è sotto. «C'è il mito di lasciare a vista, ma in alcune situazioni non è oggettivamente possibile. E questa è una di quelle. Se lo scavo fosse scoperto diventerebbe ricettacolo di spazzatura - sostiene - nonché pericoloso». E una copertura di vetro? «È una soluzione impraticabile – dice Daniela Rovina- non esiste il passaggio pedonale su una superficie così ampia. Si avrebbe bisogno di una griglia di sostegno che diventerebbe sgradevole da vedere. In più – continua – il riverbero del sole sarebbe talmente forte da creare una sorta di serra, crescerebbero muschi e licheni a danno delle antiche mura».
Insomma la copertura attuale per l'archeologa è la soluzione ideale per una futura fruibilità da parte di cittadini e turisti. Sotto la piazza, che è cava, si potrà uscire in una stanza chiusa appunto dal solaio appena costruito. Le mura non si vedranno da sopra, ma solo da sotto.

Cosa si vedrà.
Il percorso sotterraneo partirà da piazza Castello e arriverà fino a piazza Cavallino De Honestis. Nel punto di partenza ci sarà una sorta di edificio, spiega l'archeologa, una struttura di poco impatto ma che consentirà di accedere al fossato e dentro il corridoio superiore che sarà percorribile fino alla strada tra piazza Castello e piazza Cavallino. Qui il cammino si interromperà perché proprio nel mezzo è stato sfondato negli anni '50 per i lavori di fognatura. C'è infatti un pozzetto che è impossibile aggirare. Invece del corridoio inferiore, a cui si accede tramite una scala a chiocciola originaria, per fortuna nulla è stato toccato e si potrà percorrere in tutta la sua lunghezza, circa 80 metri. Ci saranno due aperture: una sul fossato e una sotto l'attuale piazza Cavallino in cui si potrà uscire da una porta in una stanza, appunto coperta, e ammirare il muro bugnato. Ci sarà poi un passaggio pedonale, vicino al giardinetto di piazza Castello che resterà lì dove è. «In questo punto – spiega l'archeologa – lungo il lato che guarda piazza Castello ci sarà una parete inclinata e vetrata da cui si potrà vedere il muro. Qui -sottolinea – l'uso di questo materiale non creerà problemi».

Il progetto di comunicazione. «Resterà tanto da fare per il progetto di comunicazione - conclude la Rovina- per spiegare ai visitatori in modo chiaro quali fossero le funzioni del castello (datato al XV secolo) e di questo avancorpo. Ci aiuteremo anche con una ricostruzione 3D, un video che è già stato realizzato e messo in mostra». Per avvicinare anche i sassaresi a quel che resta del castello, di una costruzione che è stata odiata e poi distrutta anche perché diventata, nel 1500, sede dell'Inquisizione.

Gli scavi. Nel fossato sotto piazza Castello, lungo la linea difensiva si è scesi molto in fondo, fino a otto metri, tanto che tuttora c'è l'acqua di risalita, un problema che dovrà essere risolto dai tecnici. «Dal punto di vista delle scoperte archeologiche non ci dovrebbero essere sorprese, dice Daniela Rovina. È stato tutto scavato... Della parte elevata del castello originario non è rimasto nulla, è stato completamente distrutto. Addirittura – spiega Daniela Rovina – il livello della roccia è stato ribassato di un metro. È rimasto il fossato anteriore, una specie di avancorpo al cui interno ci sono i due corridoi ben conservati uno sopra l'altro, collegati dalla scala a chiocciola».




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Immagini articolo
  •  (foto: Comune di Sassari e SassariNotizie.com)
  •  (foto: Comune di Sassari e SassariNotizie.com)
  • Piazza Cavallino, corridoio di secondo livello (foto: Comune di Sassari)
  • Piazza Cavallino, porta ingresso fossato (foto: Comune di Sassari)