Maxi operazione della Guardia di Finanza di Sassari: 51 aziende coinvolte, denunciate 174 persone

Sassari. I  militari del  Comando  Provinciale  della  Guardia  di  Finanza  di Sassari, nell’ambito del contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica, dopo  tre  anni  di  indagini hanno  concluso  una  complessa operazione di servizio denominata “Saeptum”(dal latino “recinzione”) che  ha portato alla luce un’articolata truffa  perpetrata  ai  danni  del Bilancio nazionale e dell’Unione Europea. Gli   accertamenti   condotti   dalla   tenenza   di   Ozieri hanno   visto coinvolte numerose aziende agricole della zona del Logudoro sardo, beneficiarie  di  finanziamenti  pubblici  del “Programma  di  Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Sardegna (Reg. CE n.1698/2005) - Misura 121 -“Ammodernamento delle aziende agricole” del 2° e 3° bando, contributo pubblico finalizzato a remunerare una parte dei costi sostenuti per l’edificazione di recinzioni dei propri compendi aziendali  (fino  al  50%  degli  importi  dei  lavori  edili  fatturati  da  terze imprese).
Gli  approfondimenti  eseguiti  sulle  pratiche  di  finanziamento  e  sulla documentazione  bancaria  attestante  i  pagamenti  effettuati  a  fronte della realizzazione delle opere edili, incrociati con le risultanze delle intercettazioni   telefoniche   sulle   utenze   degli   indagati, hanno permesso  di  accertare  che  la  quasi  totalità  delle opere  finanziate (afferenti alla “fornitura  e  posa  in  opera  di  recinzione  metallica”), figuravano “cartolarmente” come realizzate da altre aziende agricole (a loro volta, destinatarie dei medesimi finanziamenti) e non, come richiedeva il bando pubblico, da imprese edili. Più  in  dettaglio,  le  stesse  aziende  agricole  beneficiarie  (prive  di dipendenti e che svolgono unicamente attività agricola) effettuavano in  prima  persona  i  lavori  di  edificazione  delle  recinzioni  con  costi decisamente più bassi rispetto a quelli che, poi, documentavano nella domanda di contributi pubblici mediante false fatturazioni. Nel  prosieguo  delle  indagini  è  emerso  il  ruolo  principale  di trait d’union svolto  da  un  agronomo, esperto  del  mondo  agropastorale, che ha curato l’elaborazione, in funzione di progettista e direttore dei lavori,  dei progetti connessi alla sovvenzione in parola mettendo in relazione le diverse aziende coinvolte, spesso localizzate a notevoli distanze. Tale   ultima   condizione,   determinata   in   modo   strumentale,   era finalizzata  a  costituire  un  concreto  ostacolo  ad  eventuali  verifiche
incrociate  da  parte  dei  funzionari  di  A.R.G.E.A.,  incaricati  del collaudo finale degli investimenti. L’operazione Saeptum ha permesso di segnalare complessivamente 174   soggetti,  posizioni  ancora  non  tutte  verificate  dall’Autorità Giudiziaria, di  cui  152  alla  Procura  della  Repubblica  presso  il Tribunale  di  Nuoro  ed  ulteriori  22  alla  Procura  della  Repubblica presso   il   Tribunale   di   Sassari,   tra   titolari   di   aziende   agricole beneficiarie  dei  contributi  del  P.S.R.  Sardegna  Misura  121  nonché altre aziende agricole formali esecutrici delle opere di recinzione in favore delle prime, per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di  erogazioni  pubbliche  e  correlati  reati  di  natura  fiscale per  false fatturazioni, in violazione degli artt.81 cpv., 10 e 640 bis c.p., art. 316 bis c.p. ed art. 8 D.lgs. n.74/2000. Gli   importi   indebitamente   percepiti dalle   51   aziende agricole coinvolte  ammontano  ad oltre  1.672.000 euro  per  i  quali è stata inoltrata segnalazione di danno erariale alla Procura Regionale della Corte  dei  Conti  di  Cagliari  per  complessivi  euro  1.388.000 e avanzata proposta di sequestro preventivo, anche per equivalente, alle competenti Procure della Repubblica presso i Tribunali di Sassari e Nuoro. Il servizio concluso dimostra ancora una volta l’efficacia dell’azione della  Guardia  di  Finanza  a  tutela  del  corretto  impiego  dei  fondi pubblici, favorendo   la   crescita produttiva   e   occupazionale   e contribuendo, nell’attuale congiuntura, ad arginare l’impatto negativo della  crisi  economica  e  sociale  conseguente  all’emergenza pandemica per sostenere il rilancio del Paese.

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