Esce oggi ufficialmente “Noa”, primo album del cantautore cagliaritano Manuel Cossu

Esce ufficialmente oggi, domenica 25 luglio, “Noa”, primo album del cantautore cagliaritano Manuel Cossu.
Il disco si struttura in otto brani, con la partecipazione di una importante rosa di musicisti, e la produzione esecutiva e artistica di Massimo Satta.
Una profonda riflessione su vizi, virtù e sentimenti dell'uomo di oggi, in bilico tra contraddizioni esibite e fragilità emotive. Sull’amore come punto di arrivo, e non di partenza: esce ufficialmente domenica 25 luglio "Noa", primo disco del cantautore Manuel Cossu, concept album che arriva in un momento di forte ispirazione e maturità artistica dell’artista cagliaritano, scritto e arrangiato durante il recente periodo di lockdown.
ll lavoro, che si struttura in otto composizioni originali, si avvale dell’importante produzione artistica e dei raffinati arrangiamenti di Massimo Satta (alle chitarre, bouzouki, tastiere e programmazioni), con la partecipazione di una rodata formazione che vede Cossu affiancato da Fabio Tullio ai sassofoni, Fabrizio Foggia al piano e tastiere, Fabio Useli al basso e Salvatore Mennella alla batteria. Ad arricchire la nutrita formazione anche le preziose colleborazioni di Francesca Loche, Alice Madeddu e Valentina Lodi Rizzini ai cori, Federico Valenti alla chitarra, Giorgio del Rio alla batteria, e poi il “The Roomors Vocal Ensemble” e il Coro polifonico “Musica Viva” diretto da Maria Paola Nonne.
“Noa” è impreziosito dalle grafiche di Roberto Cadeddu (regista anche del video “L’uomo giusto”) e dalla collaborazione con Phonofarms studios di Alberto Pantaleo e Luca Frau. Al video de “L’uomo giusto” hanno partecipato gli attori Luna Alcades e Matteo Siddi, la make up artist Paola Anedda e gli assistenti alla fotografia Daniele Fantini e Marco Spanu.
 “L'album è dedicato a mia figlia Noa – spiega Manuel Cossu -, e ha richiesto un anno di lavoro, tra arrangiamento e registrazione. Sentivo profonda in me l'esigenza di un lavoro da solista, ancorché impreziosito da importanti collaborazioni, dopo svariate produzioni di gruppo (Serendip, Kor, tra gli altri): questa mi sembrava la formula migliore per raccontare il mio punto di vista sull'uomo di oggi, esacerbato nelle proprie idiosincrasie e contraddizioni pubbliche e private. Il singolo ‘L'uomo giusto’, uscito il 25 di giugno scorso, e accompagnato da un video diretto da Roberto Cadeddu, autore anche delle grafiche del disco, apre la strada a un lavoro registrato per lo più a distanza, grazie alle straordinarie possibilità offerte dall’evoluzione della comunicazione odierna. Salvatore Mennella (batteria), Fabio Tullio (sassofoni) e Fabrizio Foggia (tastiere, piano) ad esempio, hanno registrato nei rispettivi studi in giro per l'Italia, con un eccellente lavoro di produzione e arrangiamento da parte di Massimo Satta. ‘Noa’ è dunque il frutto di un lavoro sinergico, le cui canzoni rappresentano una riflessione su vizi, virtù e sentimenti dell'uomo di oggi, in bilico tra contraddizioni esibite e fragilità emotive. Sull’amore come punto di arrivo e non di partenza.
IL DISCO – Ad aprire Noa è “Il limite”, profonda riflessione sui rapporti umani dell' uomo di oggi, brano pop-rock (con la partecipazione del batterista Giorgio del Rio) ricamato da chitarre acustiche e organo Hammond, con una parte finale arricchita da archi d’attacco e un coro abile a muoversi sul confine tra soul e gospel. Il secondo brano del disco è “L’uomo giusto”, lente d’ingrandimento sul senso di inadeguatezza e incomunicabilità che accompagna una relazione, singolo che ha fatto da preludio all’uscita del disco lo scorso 25 giugno e sulle cui note è stato girato il video (disponibile su YouTube) a cura di Roberto Cadeddu. La composizione è indubbiamente quella dai tratti più pop tra tutte le altre, sia nella scelta dei suoni (synth, pad, archi e arpeggiatori) che nel trattamento dei cori (di Valentina Lodi Rizzini). La sezione ritmica diventa man mano più incalzante, e una chitarra elettrica ostinata conferisce movimento e fraseggio alla melodia. Il ritmo incalzante di “Antifilosofia”, arricchito dalle chitarre elettriche (da segnalare quella di Federico Valenti) e synth  costruisce, unitamente a una sezione ritmica decisa e solida, un "muro di suono" che fa da contrappunto a una melodia molto articolata nel ritornello e più asciutta nella strofa (ispirata, tra le altre cose, a quelle di Franco Battiato). Il quarto brano del disco è “Mille maree”, vero e proprio marchio di fabbrica nella produzione di Cossu, caratterozzatp dalle decise atmosfere acustiche, rarefatte nella prima parte, ma capaci di progredire unitamente alle alle percussioni, bouzouki, archi, e il Coro polifonico “Musica Viva” diretto da Maria Paola Nonne, fino al crescendo finale con batteria e chitarre elettriche di rinforzo. Il sax soprano di Fabio Tullio impreziosisce l'arrangiamento dialogando costantemente con la melodia. “Il vicino” si muove tra suoni più taglienti (fiati, drum machine, synth e arpeggiatori) che contribuiscono a conferire un sapore "funkeggiante" all’intera composizione. Tutti abbiamo avuto nella vita un vicino di casa "particolare". Oppure siamo stati noi i vicini particolari di qualcun altro?
“La bellezza del tuo silenzio (ultimo saluto di Ulisse a Nausicaa)” è il brano più genuinamente orchestrale del disco, e quello che permette di comprendere meglio le capacità di Cossu nelle vesti di scrittore e arrangiatore. Ulisse, il più moderno degli eroi mitologici, rivolge un ultimo saluto a Nausicaa, simboleggianto gli addii che hanno fatto parte della vita di ogni essere umano. Il penultimo brano di Noa è l’inno “Madreterna”, duetto in cui la voce di Cossu si alterna a quella di Francesca Loche inserendosi nell’intelaiatura del brano costruita su cori e archi, rinforzati da una sezione ritmica robusta. Chiude il disco la title track "Noa", brano (dedicato alla figlia di Cossu, nata di recente), e brano con l’arrangiamento più articolato tra quelli dell’album. Chitarre, acustiche ed elettriche, archi orchestrali, cori e synth richiamano atmosfere celtiche, basso e batteria, sottolineano i diversi episodi del pezzo, che strizza l'occhio alle colonne sonore e al musical. Perché una nuova vita ci consegna, forse, a nuove consapevolezze. Notevole in questa occasione il contributo di Alice Madeddu. alla voce e cori.
L'ARTISTA - Manuel Cossu è un cantante, attore, compositore e arrangiatore di Cagliari. È autore del musical Il Templare (regia e narrazioni a cura di Mary Setrakian) e del musical horror/thriller Interference. E’ librettista del musical originale Giovanna d’Arco (di Matteo Martis), e autore della colonna sonora Singing for us, di Roberto Cadeddu, del quale è anche protagonista (esibendosi nel canto di numerosi brani pop, musical e a cappella). Diversi i premi al suo attivo come autore e performer: festival di St. Vincent, T.I.M. Contest, Premio Andrea Parodi, tra i tanti. È co-fondatore dell’ensemble vocale crossover Kor, del progetto inedito Serendip, della vocal band The Roomors. Fa parte dell’ensemble Ricercare, diretto dal maestro Riccardo Leone. Studia pianoforte classico presso il conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari. Nel suo ricco bagaglio formativo c’è la laurea in Lettere Classiche, lo studio del canto moderno a Milano con Luca Jurman e Michele Fischietti, e lo studio della recitazione presso il Teatro cada Die di Cagliari. Da dieci anni studia canto e recitazione a Roma con Mary Setrakian. Nel 2019 consegue la laurea in songwriting presso la University of West Scotland. Studia canto lirico con Elisabetta Scano e Sonia Prina. Approfondisce lo studio della musica a cappella classica e moderna, del repertorio barocco e della liederistica, della lirica. Diverse le sue collaborazioni internazionali (Sean Noonan, Dorian Wood) e le incisioni discografiche con diverse formazioni. Nell’estate 2021 pubblica “Noa”, il suo primo album di inediti come solista, prodotto e arrangiato da Massimo Satta.

“Noa” è disponibile nelle principali piattaforme di musica in streaming,
ed è accompagnato dal videoclip del singolo “L’uomo giusto”, diretto dal regista Roberto Cadeddu.


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