Confagricoltura Sardegna chiede di ampliare i fondi per contenere il virus della Visna Maedi

 (foto: Istituto Zooprofilattico della Sardegna)
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Alla luce degli importanti risultati sanitari raggiunti in questi ultimi anni nel contenere la Scrapie negli allevamenti ovini isolani, Confagricoltura Sardegna ha scritto all’assessora dell’Agricoltura e della Riforma Agropastorale, Gabriella Murgia, per chiedere che il bando per l’acquisto dei riproduttori ovini maschi resistenti a tale malattia sia ampliato anche per contenere la Visna Maedi, un virus in pericolosa espansione nel comparto zootecnico regionale. L’ultimo bando per l’acquisto di tali animali, dove la Regione interviene con un contributo economico a favore degli allevatori, è datato al 2016 e secondo l’organizzazione di categoria agricola sarebbe fondamentale rifinanziare subito l’intervento così da mettere al sicuro una fetta importante delle greggi sarde. Nei controlli effettuati dai veterinari dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, infatti, ben il 73% dei nostri allevamenti ovini ha registrato una sieroprevalenza della Visna Maedi. Un dato preoccupante che potrebbe condizionare notevolmente il sistema lattiero caseario ovino. Tale virus infatti determina cali di produzione negli animali e potrebbe esporre a rischi, ancora tutti da verificare, i cittadini. A oggi non esistono studi completi su possibili conseguenze, derivanti dal consumo di latte o carni provenienti da capi infetti, negli esseri umani.

La proposta. Confagricoltura Sardegna ritiene quindi che il bando, vecchio ormai di cinque anni, necessiti di un rifinanziamento urgente sia per coprire gli acquisti degli arieti per il piano di contrasto Scrapie e sia per quello Visna Maedi. Proprio su quest’ultima patologia, tenendo conto di quanto comunicato dall’Agenzia regionale Agris Sardegna in un incontro tenuto a Ghilarza lo scorso 14 luglio, si potrebbe utilizzare e mettere a disposizione dei pastori per le rimonte un nucleo di 30 arieti resistenti alla malattia e già testato dai ricercatori di Agris.
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