Caminera Noa: "No al Green Pass, no alle sospensioni"

Il movimento attivista "Caminera Noa" interviene sulla questione legata alle sospensioni e all'obbligo del Green Pass.

"Magari sarà impopolare, ma riteniamo doveroso intervenire sul gravissimo episodio accaduto qualche giorno fa all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove i carabinieri hanno allontanato una dipendente sprovvista di Green Pass.
Questo episodio ha preparato il terreno a 57 lettere di sospensione dell'Azienda per la Tutela della Salute in Sardegna destinate ad operatori sanitari che rifiutano di farsi vaccinare o di esibire il Green pass.
I media riferiscono che cono circa 750 gli operatori sanitari che non esibiranno il Green pass, se a questi si aggiunge un numero per ora non calcolabile di docenti e personale ATA, appare chiaro il rischio di un’ondata di licenziamenti di massa per la nostra terra già martoriata dalla crisi economica e dagli effetti disastrosi della gestione della Pandemia da parte del Governo statale e regionale.
Facciamo alcune considerazioni:
I posti di lavoro vanno preservati. Sempre. Qualunque sia la convinzione del soggetto sui vaccini (che non sono obbligatori). Se si permette che un dipendente venga licenziato (o sospeso senza retribuzione per indurlo a vaccinarsi) ci ritroveremo una quantità di disoccupati che andrà a infoltire le fila dei colpiti dallo sblocco dei licenziamenti d’Ottobre.
I cittadini che non si vaccinano non infrangono la legge ma esercitano un diritto. Troviamo vergognosa la campagna mediatica del Governo e dei principali mezzi d'informazione italiani contro chi decide di non vaccinarsi. Stiamo assistendo ad una campagna d'odio che mira a dividere i cittadini e rischia di sfociare in una pericolosa caccia all'untore.
L'allontanamento degli operatori sanitari porterà a un ulteriore ridimensionamento della sanità. Sono circa 45000 in Italia gli operatori sanitari non vaccinati. 750 in Sardegna. Questa operazione, vergognosamente avvallata dall'ordine dei Medici di Cagliari, nasconde la volontà di portare avanti un piano politico finalizzato a dare il colpo mortale alla sanità pubblica. È assurdo che in momento come questo si proceda a ridurre il personale. Ogni giorno chiudono reparti e si tagliano posti letto. Le strutture ospedaliere soffrono la carenza di personale e presidi medici e lo Stato agisce secondo una logica criminale favorendo il licenziamento di ulteriore personale medico. In questo scenario è prevedibile che i tribunali vengano intasati dai ricorsi che, con tutta probabilità, si risolveranno a favore dei lavoratori. Chi pagherà saranno le aziende sanitarie ma alla fine chi subirà il colpo peggiore saranno gli utenti a cui sono stati sottratti diritti e negate le cure mediche. Stiamo assistendo in diretta alla distruzione della sanità pubblica, dei diritti democratici e dei diritti dei lavoratori. Il governo Draghi, in perfetta continuità con il governo Conte, ci sta portando sempre più vicini al punto di non ritorno.
La trappola del pass sanitario e della vaccinazione obbligatoria ci mette gli uni contro gli altri facendoci dimenticare che i governi, uno dopo l’altro, hanno chiuso ospedali, cancellato posti letto e licenziato personale sanitario fino a trasformare la sanità pubblica in un affare monetizzabile. Lo Stato ha il dovere di garantire un’assistenza sanitaria efficiente, non di introdurre un obbligo terapeutico attraverso sotterfugi che gli consentono di scaricare le proprie responsabilità sui cittadini. Il green pass, al pari del lockdown, del coprifuoco e della stragrande maggioranza delle misure restrittive a cui ci hanno sottoposto per oltre un anno e mezzo, sono solo foglie di fico a fronte di una totale inerzia dello Stato centrale e della Regione Autonoma che nulla hanno fatto in tutto questo tempo per adeguare trasporti, sanità e scuola.
In un contesto dove ogni giorno muore un lavoratore/lavoratrice nell'indifferenza totale di governo, governatori regionali e sindacati e in cui è chiara la natura strumentale e persecutoria di questa nuova crociata di chi sta usando la pandemia come strumento per realizzare i suoi obiettivi di sempre: spolpare i servizi pubblici e finanziare gli interessi privati al fine di arricchirsi".

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