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Il ritiro della Ramco è definitivo
La comunicazione al ministero

Il sottosegretario Saglia: «Porteremo avanti ogni possibile iniziativa»
 (foto: SassariNotizie.com)
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PORTO TORRES. Non si torna indietro. Al ministero dello Sviluppo economico è arrivata una lettera della multinazionale araba Ramco, l'unica fino a questo momento interessata all'acquisizione degli impianti Vinyls. Nel testo, come si legge anche sul sito web ufficiale del ministero, c'è la volontà dichiarata di rinunciare definitivamente alla filiera del cloro-pvc, agli impianti Vinyls e alcuni asset dell'Eni. La scorsa settimana era stato annullato l'incontro voluto dal governo per parlare del ritiro già annunciato. E proprio ieri i commissari straordinari della Vinyls sono stato convocati a Roma al ministero.

Il commento.
«Il Ministero dello Sviluppo Economico porterà avanti ogni possibile iniziativa per la ripresa dell’attività produttiva di Vinyls». Così ha commentato il Sottosegretario Stefano Saglia, in merito alla comunicazione della Ramco.
«La scelta di Ramco pare motivata dalla difficile congiuntura economica internazionale aggravatasi nelle ultime settimane – ha proseguito Saglia – che ha di fatto impedito il protrarsi del confronto che era stato avviato con Eni e che aveva portato l’azienda del Qatar a dichiararsi soddisfatta. Ciò che conta in questo difficile momento è trovare soluzioni. In questi giorni il Ministero dello Sviluppo economico ha chiesto ai commissari di Vynils di accelerare la formulazione di un bando di gara internazionale senza escludere la possibilità di un riavvio delle attività. Stiamo operando, insieme a tutte le parti interessate per individuare ogni soluzione per la salvaguardia dell’occupazione e per il rafforzamento e il rinnovamento del settore chimico in Italia».

L'isola dei cassintegrati. Tristemente tre giorni fa sono stati festeggiati i 90 giorni di permanenza all'isola dell'Asinara, ribattezzata Isola dei cassintegrati. La protesta degli operai della Vinyls di Porto Torres dura da mesi, ancor prima era stata occupata la torre aragonese, che resta il simbolo della protesta.
In tutto a Porto Torres sono 120 gli operai che rischiano il posto, 600 circa le persone che lavorano nelle ditte esterne nel polo della chimica che, se si dovesse fermare, manderebbe in crisi l'intero indotto.

Sul web. Quella dei lavoratori della Vinyls di Porto Torres è una delle proteste più mediatiche e pacifiche che ha usato Internet e i Social network per far conoscere le ragioni della propria protesta. Il blog dedicato all'Isola dei cassintegrati ha seguito passo passo la trattativa e l'autoreclusione degli operai nell'ex carcere dell'Asinara. In queste ore sulla bacheca dei Facebook condivisa da oltre 100mila sostenitori si preme di nuovo per richiamare l'attenzione degli organi di informazione nazionali sulla vicenda economica e umana. E qualcuno cinicamente scherza sul possibile aumento delle vendite considerata "la storia così toccante". Pochi hanno fiducia sul pressing sul governo più volte richiamato da sindacati e istituzioni locali.

L'interrogazione parlamentare. Ieri il ministro per i Rapporti per il parlamento Elio Vito aveva risposto a un'interrogazione parlamentare urgente sulla vertenza Vinyls. Aveva detto che le trattative con la Ramco erano ancora in corso.

«Noi diciamo che il tempo delle dilazioni è finito - avevano affermato Giulio Calvisi e Guido Melis, deputati del Pd, e firmatari dell'interrogazione - e che la presidenza del Consiglio deve dare risposte definitive sulle trattative. Il Governo entro pochi giorni dica se Ramco è ancora in campo e, se non lo fosse più, ci spieghi perche ha deciso di ritirarsi. Ma se Ramco non fosse più in campo, bisogna che il Governo dica quali siano le alternative al fallimento. In questo caso Eni non può sottrarsi alle proprie responsabilità sul futuro della chimica in Sardegna e nel resto d'Italia. In ogni caso - concludono i parlamentari del Pd -, Governo e commissari dovranno fare di tutto perchè gli impianti fermi dal ottobre del 2009 ripartano».



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