"I Sardi della Brigata Reggio" nel libro di Nicola Oliva

Il libro
Durante la guerra del 1915-1918 furono diverse le unità del Regio Esercito in cui gli effetti di un reclutamento «semi-territoriale» furono evidenti. Tra gli esempi più importanti rientra la Brigata Reggio, che arruolò i propri uomini quasi esclusivamente dai distretti militari sardi (il principale centro di reclutamento aveva sede a Ozieri). Le sue vicende belliche, svoltesi perlopiù in un settore considerato d’importanza “secondaria”, quello dolomitico, sono state piuttosto trascurate sia dai ricercatori che dagli storici. Tutto ciò ha contribuito alla relegazione dell’unità sarda in uno sfondo indistinto della memoria collettiva isolana, relegazione accentuata da una massiccia opera di propaganda che esaltò le virtù della Brigata Sassari (diretta filiazione della Reggio), diventata soggetto unico nella narrazione del coinvolgimento dei sardi nella Grande Guerra. Attorno a essa si sono consolidati non pochi luoghi comuni, ancora oggi saldamente ancorati nell’immaginario popolare isolano e non solo. Nonostante la più volte rimarcata «straordinarietà» dei combattenti sardi, la Reggio non ebbe particolare visibilità, anzi, fu considerata alla stregua di qualsiasi altra brigata e quasi dimenticata. Il suo impiego si ebbe soprattutto in impervie zone d’alta quota, con condizioni climatiche proibitive, a cui si aggiunse la tenace resistenza avversaria. Una situazione simile causò perdite piuttosto elevate. Malgrado le difficoltà notevoli, non mancarono episodi di valore sia umano, sia militare, così come le manifestazioni più tipiche di debolezza, talvolta pienamente comprensibili in tale contesto. Il libro, arricchito da una documentazione fotografica originale e perlopiù inedita, ripercorre le vicende vissute dai Reggimenti «Bianco-verdi», in particolare del 46°, caratterizzate da tanti atti di eroismo che, con luci e ombre, sono parte integrante della storia della Sardegna.

L’autore
Nicola Oliva è nato a Nuoro il 9 giugno 1982. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università di Padova, vive e lavora in provincia di Belluno. Ha collaborato con istituti pubblici e privati a iniziative per la catalogazione e la conservazione del patrimonio documentale del Primo conflitto mondiale. Da anni studia il coinvolgimento sardo nella Grande Guerra sia sotto il profilo militare, sia culturale, anche attraverso la raccolta delle testimonianze superstiti dei combattenti isolani.

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