Dune, grande successo nelle sale per un film che segna la rinascita di un genere

di Luca Corrias

Dopo gli applausi al festival di Venezia dove è stato proiettato in anteprima, Dune di Denis Villeneuve è arrivato nelle sale il 16 Settembre e sta registrando un gran numero di spettatori sin dal primo giorno di programmazione. Un film dalla gestazione complessa e travagliata, con ritardi a causa del Covid 19 e con aspettative molto alte da parte degli appassionati di fantascienza. La trasposizione cinematografica di un romanzo monumentale come quello di Frank Herbert è stata un'impresa epica per il regista canadese, non priva di difficoltà produttive. Un opera letteraria così importante, dopo il fallito tentativo di portarla sullo schermo da Alejandro Jodorowsky, e la versione non memorabile di David Lynch, ha richiesto ha Denis Villeneuve un approccio registico che fosse moderno ma al tempo stesso risultasse fedele al libro. La grandezza di quest'ultimo Dune sta negli aspetti tecnici curati alla perfezione dal regista, che già da Arrival e Blade Runner 2049, ci aveva abituati a uno stile visivamente potente contraddistinto da una fotografia minimalista. Impeccabile è tutto il comparto sonoro, con composizioni e sound design curati dal Premio Oscar Hans Zimmer, che non eccede qui nel solito sinfonismo al quale ci aveva abituati nei film di Nolan, ma trova una particolare sonorità etnica-elettronica che ben si adatta alle atmosfere del pianeta Arrakis. Le interpetazioni non sono tutte eccellenti, ma sono da segnalare la bravura del giovane protagonista Timothee Chalamet (Paul Atreides),  di Oscar Isaac che intepreta il duca Leto Atreides, e del cattivo del film Stellan Skarsgard che impersona il barone Vladimir Harkonnen. La bellezza delle scenografie naturali e gli effetti speciali utilizzati con moderazione fanno di Dune un'opera sontuosa e affascinante. Il look delle astronavi e delle stazioni spaziali sono originali, ma rispettano le premesse del futuro anti-tecnologico immaginato dallo scrittore. Tutti gli ingredienti del romanzo in questo film vengono riportati fedelmente, dal sistema politico imperialista alla misteriosa sostanza vitale (la spezia), dai sogni del protagonista alla saggezza del popolo dei Fremen.......fino ai noti ed iconici vermi giganti delle sabbie. Lo spettatore segue la trasformazione del personaggio di Paul Atreides con grande empatia, che da giovane pieno di inquietudine e impreparato a governare diventa dopo svariate prove di coraggio il profetico messia annunciato dalla setta delle Bene Gesserit. Sebbene in alcuni momenti risenta di eccesiva lentezza, Dune ci porta letteralmente in un universo fatto di spazio, filosofia, religione, politica, ecologia con un taglio decisamente epico, ma con il fascino di una pellicola d'autore. Sono già programmati i due sequel che molto probabilmente andranno a comporre una trilogia. Un film che rappresenta una rinascita del genere fantascientifico al cinema, che non è solo un'operazione commerciale destinata ai nostalgici, ma si apre a un nuovo bacino di spettatori caratterizzato da giovani e da appassionati di saghe.

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