"Green Economy": i Carabinieri sgominano una banda dedita alla produzione e al traffico di droga

Questa mattina all’alba i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Sassari, Nuoro, Cagliari e Oristano, con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sardegna” e di due unità cinofile di Abbasanta, nonché di due elicotteri del 10° Nucleo Elicotteri di Olbia – Venafiorita e dell’11° Nucleo Elicotteri di Cagliari - Elmas, un’ordinanza di custodia cautelare (5 persone in carcere, 3 agli arresti domiciliari, 1 obbligo di dimora) – emessa dal GIP del Tribunale di Cagliari – nonché a 16 perquisizioni domiciliari nei confronti complessivamente di 25 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione di Canapa Indiana e successiva immissione nel mercato (art. 74 co. 1, 2 e 3 DPR 309/90 nonché art. 110 c.p. e art. 73 co. 1 DPR 309/90).
L’indagine, denominata “Green Economy” (in riferimento alle ovvie finalità lucrative dell’attività criminale incentrata sulla produzione della sostanza stupefacente, di colore verde acceso), è stata condotta dalla Sezione Operativa del NORM del Reparto Territoriale di Olbia dall’ottobre 2018 al settembre 2019, con metodi di investigazione tradizionali e con l’ausilio di apparecchiature tecniche, e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari.
L’attività investigativa nasce dal rinvenimento di una piantagione di circa 7.000-10.000 già estirpate nel territorio di Loiri Porto San Paolo, individuata dall’equipaggio di un elicottero del 10° NEC, a dimora in un terreno nella disponibilità di uno degli indagati. Il successivo sviluppo, utilizzando metodi di investigazione tradizionali e con l’ausilio di apparecchiature tecniche, ha consentito di disvelare un articolato sodalizio criminoso di tipo associativo, finalizzata al traffico di ingenti quantitativi dello stupefacente, che estendeva i propri affari in tutta la Sardegna e, in particolare, di:
    delineare i ruoli dei singoli destinatari del provvedimento, tre dei quali riconosciuti quali promotori e organizzatori dell’associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione e immissione sul mercato della sostanza stupefacente, e degli altri associati, a diverso titolo coinvolti con incarichi più svariati, dalla coltivazione allo smercio all’ingrosso;
    documentare le modalità utilizzate dagli associati per comunicare;
    svelare le tecniche di coltivazione e occultamento delle piantagioni allestite a dimora in tutte le province della Regione (8 in tutto), sei delle quali di dimensioni più importanti nell’ordine delle 5.000 - 7.000 piante ciascuna. In una di queste è stato sorpreso GUNGUI Marcello (nel settembre del 2019), su cui pendeva un provvedimento di cattura per un reato di omicidio.
Le ipotesi investigative, tradotte in richiesta di misura cautelare dalla Procura Distrettuale di Cagliari, sono state condivise dall’Ufficio del GIP che ha riconosciuto l’elemento associativo ed emesso un provvedimento restrittivo con cui è stata disposta la custodia in carcere per 5 soggetti, gli arresti domiciliari per altri 3, oltre ad una misura cautelare dell’obbligo di dimora.
Infine sono state denunciate in stato di libertà altre 16 perone, a carico delle quali sono state disposte diverse perquisizioni domiciliari e nelle rispettive proprietà terriere.
Nel corso delle investigazioni sono già state arrestate 4 persone (di cui due degli indagati odierni), nonché sequestrate, complessivamente, oltre 30.000 piante di cannabis indica, nonché il rinvenimento di un AK-47 Kalasnikov, un fucile mitragliatore M3A1, una carabina M1A1, una pistola cal. 22, con relativi caricatori e munizionamento.
Gli arresti della mattinata odierna sono stati effettuati a Bitti, Orune, Oliena, Lodè e Budoni, coinvolgendo un totale di circa 150 militari e due elicotteri.
L’operazione ha permesso di infliggere un duro colpo alla malavita locale, con legami con organizzazioni criminali di stampo mafioso.

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