il libro

Asinara Revolution, dal web in libreria
per raccontare la lotta dei cassintegrati

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84

SASSARI. L'esperienza dell'isola dei cassintegrati si trasforma in un libro. Da oggi in tutte le librerie è possibile trovare "Asinara Revolution" un volume scritto a quattro mani da Michele Azzu e Marco Nurra, i due giovani autori che, con il loro blog, hanno trasformato la protesta degli operai Vinyls in un fenomeno mediatico di successo. Tra le pagine del libro si può trovare il cammino degli operai, dall’isola dell'Asinara alle telecamere di Annozero passando per la stampa estera, il jazz, la casa del grande fratello spagnolo, la lotta operaia tra ieri e oggi, i viaggi, la natura dell’Asinara, le amicizie e i litigi, i dietro le quinte dell’informazione italiana. Un libro ricco, impegnativo, scritto tra Londra e Madrid (dove i due vivono) e arricchito dall’esclusiva prefazione di Flavio Soriga e dalle bellissime illustrazioni di Manuel de Carli. La vicenda dei cassintegrati, come è noto, non ha avuto un lieto fine. Ma è importantissimo che grazie a questa esperienza due 27enni abbiano ricevuto un contatto da una casa editrice prestigiosa come la Bompiani: merito della peculiarità della forma di lotta (l'occupazione per oltre un anno dell'Asinara e della Torre aragonese) e, in secondo luogo, merito della costanza di chi ha scelto raccontarla giorno dopo giorno.

«Questo libro è stato scritto per due ragioni - fanno sapere i due giovani autori dalla pagine di Facebook -. Per prima cosa, credevamo fosse necessario sapere com’è nata L’isola dei cassintegrati. Non solo perché è giusto ma perché tante cose ancora non sono state fatte e si possono fare con Internet. Noi ne abbiamo sperimentate alcune e i risultati sono stati incredibili. Se si lavora con passione e creatività si può dar vita a qualcosa di importante. Il secondo motivo è di natura pratica. Dal febbraio 2010 gestiamo un blog e una pagina Facebook autonomamente e con pochissimi mezzi. Lottiamo in prima persona per trovare un posto nella società della crisi mondiale e non ci sarebbe davvero la possibilità di continuare quello che è ormai diventato un lavoro senza questo libro che, ci auguriamo, servirà a finanziare il nostro progetto. Perché anche se nelle celle dell’Asinara non c’è più nessuno, sono in tantissimi in questi 18 mesi ad averci chiesto di fare con loro quello che abbiamo fatto con la Vinyls».


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