Pale eoliche a mare:"La Regione Sardegna non resti a guardare"

“Nel corso dei decenni la Regione Sardegna ha pagato un prezzo altissimo in termini di sfruttamento del suo territorio e non possiamo permettere che questo accada di nuovo. Il processo di transizione energetica che prevede la realizzazione di una gigantesco parco eolico nel mare della Sardegna ci preoccupa fortemente, poiché, se non controllato, potrebbe farci pericolosamente scivolare verso una nuova servitù, quella energetica.

In questo momento, in cui i colossi dell'energia stanno presentando le manifestazioni di interesse per installare mega impianti nei nostri fondali, è fondamentale che la Regione diventi parte attiva di questo progetto e che pretenda dal Ministro Cingolani garanzie in merito all'ottenimento di vantaggi per la Sardegna, che sta cedendo parte del suo bene primario, il mare, per il raggiungimento di un obiettivo comunitario. La Regione deve pretendere un ritorno economico. Non è pensabile che il costo dell'energia continui ad essere uguale in tutta Italia quando a sobbarcarsi l'onere e l'ingombro degli impianti sarà una sola regione: la nostra”.

Così il capogruppo del M5s Michele Ciusa interviene nel dibattito sull'energia per sollecitare un intervento della Presidente Solinas.

“Noi siamo favorevoli alla transizione – prosegue Ciusa - ma chiediamo che questo intervento passi al vaglio della Regione in tutti i dettagli: chi assicurerà che i lavori avverranno nel rispetto per il territorio? Chi si occuperà dei costi di manutenzione di questi giganteschi impianti in mare nel corso degli anni? Quali conseguenze ci saranno per le rotte di navigazione? Quali vantaggi avrà il territorio in termini di costi dell'energia?”

“Siamo consapevoli della necessità di questo passaggio alle fonti rinnovabili ma chiediamo che ci venga riconosciuto un vantaggio concreto, come la riduzione dei costi dell'energia in tutta la regione. Questo pesante ingombro di pale eoliche deve diventare un'opportunità, quella di attrarre nuovi investitori, nuova impresa, nuovo lavoro. Non accetteremo che diventi una nuova schiavitù”.

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