Un Nobel a Sa Mandra con il pranzo deleddiano

"Per guarire le piaghe secolari della Sardegna non ci vuole l’opera, per quanto possa essere artistica o scientifica, della mia grama e piccola mano. Cosa potranno fare i miei bozzetti, i miei racconti, i miei romanzi? Nulla. Potranno darmi la celebrità, la vuota e vana celebrità, ma non faranno nulla per la Sardegna. Eppure io mi illudo e sogno troppo spesso il contrario (…) Eppure questa idea mi arride ancora, perché io sono convinta che l’unica via di rigenerare la Sardegna è di coltivarla. I Sardi hanno il torto di gridare contro il Governo, aspettando da oltre mare un aiuto che non verrà mai. Ma che bisogno c’è di quest’aiuto? È l’infingardaggine loro, è l’agricoltura e l’applicassero alle loro terre ogni malanno sarebbe finito. Invece studiano leggi, studiano medicina, filosofia, belle lettere e diritto romano, ma lasciano incolta la terra che non produce e che non dà lavoro né pane ai poveri... "  Grazia Deledda

Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871. La scrittrice lascerà Nuoro e la Sardegna nel 1900. I luoghi dove nacque e crebbe hanno lasciato tracce indelebili nella sua formazione personale e di scrittrice. Sono i colori, la campagna, l’angusto villaggio natio, ma forse ancor di più le leggi arcaiche, le manifestazioni più naturali, quali la violenza dei venti, delle piogge, della siccità a tessere le trame delle magiche storie di Grazia Deledda. Il cibo, per la scrittrice è un personaggio primario o comprimario, che si materializza e cadenza le gesta giornaliere di un popolo che attraversa la storia, ne traccia l’ambiente, forgia il destino identificandosi nella propria terra. Il cibo non è solo un fabbisogno quotidiano, assurge a elemento etnografico, antropologico, codifica gli appuntamenti della vita, dal battesimo sino ai rituali funebri. Diventa rito collettivo, identità di una comunità ristretta ma universale nella sua elementarità. È con questo intento che Sa Mandra vuole ospitare il premio Nobel della Letteratura, a centocinquanta anni dalla sua nascita. Celebrarla raccontarla, praticando la cucina di Grazia.

Domenica 5 dicembre si inizierà alle 10 del mattino, e saranno quattro i laboratori che animeranno gli spazi de Sa Mandra.
Quattro momenti pratici, dove sapienti mani con maestria prepareranno alcuni dei cibi che popolano gli scritti di Grazia Deledda.  

LABORATORI
-    Aranzada a cura di Rita Pirisi
-    Casadinas a cura di Maria Antonietta Mazzone
-    Papassinos a cura di Mena Pirisi
-    Pane d’orzo a cura di Panetteria Artigiana Paneozzu di Murru Sara

La mattinata si concluderà con il Pranzo Deleddiano, con pietanze e preparazioni tratte da romanzi e novelle della scrittrice.
Momenti concreti, gesta, profumi, fragranze, consistenze, che di par loro narrano di cibo, di agricoltura, di vita dei campi, di usi e costumi, di abitudini che grazie all’arte letteraria di Grazia Deledda tracciano l’identità della gente di Sardegna.      

Per seguire i laboratori è necessario prenotarsi chiamando il numero 320 968 7641 o inviando una mail al seguente indirizzo: rita@aziendasamandra.it

Per consultare il “Pranzo Deleddiano” e prenotare potete visitare il nostro:
https://www.aziendasamandra.it/it/ristorazione/prenota-un-tavolo.html

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