“Vogliamo bene a Draghi all togheter”, a Sassari una manifestazione di protesta contro l'esecutivo

A scanso di equivoci l’hanno chiamato “No Draghi day”. I sindacati di base non hanno dubbi: Draghi e il suo esecutivo sono una sciagura per il mondo del lavoro, per i territori più deboli, per i beni comuni e deve andare a casa il prima possibile.
L'appuntamento è in Piazza Castello alle ore 17.30.
A Sassari, insieme al sindacalismo di base, rilanciano l’associazione culturale e politica “Sa Domo de Totus” e il Fronte della Gioventù Comunista chiamando una manifestazione dal titolo sarcastico: “Vogliamo bene a Draghi all togheter”, sottolineando il presunto ed evidentenente non condiviso massimo profilo del cosiddetto “Governo dei migliori”.
Due scintille scaldano la piazza: la legge di Bilancio e il PNRR che – secondo i sindacati di base e i movimenti sociali che appoggiano la mobilitazione – concentra le risorse sulle grandi imprese ignorando l’urgenza di una redistribuzione del reddito che riduca le disuguaglianze.
Nicola Giua, portavoce dei Cobas Sardegna sintetizza così le motivazioni della manifestazione: «nella legge di bilancio non c’è alcuna misura contro il caro vita e il rincaro pazzo delle bollette e dei generi di prima necessità. Anzi tutte le risorse vanno alle grandi aziende, nella solita logica di dare ai ricchi con l’idea che poi loro daranno a chi non ha facendo impresa».
Per gli organizzatori Dragi non fa neppure gli interessi della Sardegna: «è in discussione un decreto  per facilitare la colonizzazione energetica dell’isola, con la scusa della riconversione verde» – argomenta Lia Turtas, responsabile ecologia di Sa Domo de Totus: «noi siamo per l’energia pulita, ma non vogliamo diventare il gruppo elettrogeno del Nord Italia. Sposiamo invece il progetto delle comunità energetiche locali perché sono controllate dai cittadini, non sono invasive e non distruggono l’ambiente».
Anche i giovani saranno in piazza. Pierluigi Cocco del Fgc ha pochi dubbi sul da farsi: «Sulla scuola solo spot, mentre il governo aumenta spese militari e finanzia le solite inutili grandi opere, a Sassari crollano letteralmente i lampadari sulle teste degli studenti, la gran parte degli istituti non è a norma sicurezza e le classi continuano ad essere sovraffollate anche in presenza della ripresa dei contagi. Saremo in piazza per cambiare rotta!»
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