Corpo Forestale. A Trinità D’Agultu sequestrati 4000 ricci a pescatori abusivi

Lo scorso 30 marzo, nell'ambito delle attività di prevenzione e repressione della pesca illegale organizzate dal Servizio Ispettorato di Tempio Pausania, il personale della Stazione forestale di Trinità D’Agultu ha sorpreso tre pescatori di frodo dediti alla raccolta di ricci di mare, vietata ai pescatori non professionisti dal Decreto della Regione Sardegna n.3355/decA/55 del 9 novembre 2021.
I pescatori abusivi, individuati lungo la costa di Trinità D’Agultu, alla vista dei forestali avevano tentato inutilmente di nascondersi tra la vegetazione e di occultare il pescato. Ai trasgressori sono stati sequestrati 4000 ricci, subito riversati a mare perché ancora vitali, un vasetto di polpa di riccio già confezionato e l’attrezzatura da sub (bombole, coppi e ganci di raccolta).
I Forestali, da giorni sulle tracce dei pescatori abusivi, applicheranno a ciascuno la sanzione amministrativa di mille euro per infrazione al divieto di pesca sportiva del riccio di mare.

I reparti costieri e le motovedette delle basi navali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale sono costantemente impegnati nella prevenzione della pesca di frodo in genere e in particolare della raccolta abusiva del prezioso riccio di mare, il cui depauperamento della risorsa è diventato preoccupante.
L’echinoderma è, infatti, un importantissimo elemento per l’ecologia della catena alimentare marina, essendo la base per il nutrimento di numerose e importanti specie ittiche e quindi, a maggior ragione, meritevole di tutela e protezione.




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