Domani a Sassari il tradizionale Concerto di Pasqua del Conservatorio Canepa

Sassari. Venerdì 8 aprile alle 21 nella chiesa di Santa Maria di Betlem si rinnova il consueto appuntamento con il Concerto di Pasqua organizzato dal Conservatorio di musica Luigi Canepa di Sassari.  Istituita nell’anno accademico 2005-2006 la tradizione del concerto pasquale offre alla città una produzione di alta qualità artistica che coinvolge il coro e l’orchestra del Conservatorio.
“Siamo tutti molto felici - dice il direttore del Canepa Mariano Meloni - di poter realizzare e offrire col nostro Conservatorio un appuntamento così importante ed atteso dalla città, e non solo, che ritorna dopo due anni d’assenza, sia nel 2020 che 2021 non si era potuto svolgere a causa della pandemia. Speriamo che questo nostro concerto possa essere un auspicio e un segnale di speranza per un futuro migliore di pace e senza guerre tra i popoli”.
Il programma musicale di quest’anno prevede l’esecuzione del celebre “Stabat Mater” di Giovan Battista Pergolesi che sarà proposto nella versione per soli, coro e archi. Si tratta di una delle ultime opere se non l’ultima del grande compositore di Jesi scomparso all’età di soli 26 anni. La composizione comprendente dodici numeri che vedono l’alternanza di duetti e arie solistiche delle due voci femminili. L’opera fu commissionata a Pergolesi dai Cavalieri della Vergine dei dolori della Confraternita di San Luigi al Palazzo per sostituire lo “Stabat mater” di Alessandro Scarlatti che veniva tradizionalmente eseguito nel periodo quaresimale. Le voci soliste del coro sono Valentina Satta soprano e Lara Rotili contralto. “Per completare il programma - conclude Meloni - all’inizio della serata verranno eseguiti in prima esecuzione assoluta due interessanti lavori di due studenti dei corsi accademici di composizione del Conservatorio Canepa tenuti dal Prof. Marco Quagliarini.
Si tratta di “Mundus” per orchestra d’archi di Claudio Panai (1995) e “Je vous salue, Marie” (Ti saluto, o Maria) per soprano coro e archi di Mario Carta (1972). Brano che si ispira anch’esso in chiave contemporanea alla tradizione sacra del Venerdì Santo.  Il coro da camera che per la prima volta riprende ad esibirsi in pubblico dopo due anni di inattività dovuta alla pandemia è stato preparato da Clara Antoniciello. La direzione del concerto è affidata ad Andrea Raffanini.

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