Sassari, anestesisti con contratto in scadenza: mozione di Desirè Manca

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni della consigliera regionale del M5s Desirè Manca che ha presentato una mozione che impegna il Presidente Solinas e l'assessore alla Sanità Nieddu a prorogare tutti i contratti degli anestesisti impegnati nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Sassari con contratto in scadenza ad agosto 2022.

 “Il nuovissimo reparto di terapia intensiva più grande della Sardegna, Ti 30, inaugurato pochi giorni fa a Sassari alla presenza del Sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, rischia di non poter mai diventare operativo. L'apertura di questo reparto di eccellenza, atteso da anni, è legata all'attività dei venti anestesisti attualmente in servizio presso il vecchio reparto di Rianimazione (di cui tre specializzati e nove specializzandi all'ultimo anno), con contratto in scadenza entro fine agosto.

“Tra fine luglio e i primi di agosto infatti questi medici, se i contratti non venissero rinnovati, cesseranno di lavorare con conseguenze pesantissime per l'utenza. Per questo è necessario che la Regione provveda con la massima urgenza a garantire la proroga di tutti i contratti in essere.

Non possiamo rischiare che dopo un iter lungo e travagliato, durato ben nove anni, l'attività di questo reparto all'avanguardia, con i suoi 30 posti letto, subisca una nuova battuta d'arresto a causa dell'inefficienza del sistema sanitario regionale”.

Così la consigliera regionale del M5s Desirè Manca ha presentato una mozione che impegna il Presidente Solinas e l'assessore alla Sanità Nieddu a prorogare tutti i contratti degli anestesisti impegnati nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Sassari con contratto in scadenza ad agosto 2022.

“Il Governo nazionale – ricorda Desirè Manca - con l'ultima legge di bilancio, ha consentito agli enti del servizio sanitario regionale di prorogare i contratti in essere fino al 31 dicembre 2022, e l'Assessorato alla Sanità della nostra Regione ha il dovere di prenderne atto e di adeguarsi per far sì che tutti gli sforzi compiuti finora per il completamento dell'opera non siano vanificati, ma soprattutto per garantire il diritto di accesso alle cure ai pazienti del Nord Sardegna da troppo tempo mortificati da un servizio sanitario carente e irrispettoso”.





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