LIFE Safe For Vultures, il ruolo delle guide ambientali e il coinvolgimento delle comunità locali

«Il ritorno del grifone e di altre specie faunistiche che appartengono all’identità, alla cultura e all’economia dei territori e delle comunità è una priorità ambientale ed ecosistemica, ma è anche un’opportunità per lo sviluppo di una economia turistica sostenibile e l’occasione di definire regole condivise per la corretta fruizione del patrimonio naturale isolano». Può essere sintetizzato così il convegno “Guides4vultures” che si è tenuto nei giorni scorsi all’Hotel Gorropu di Urzulei, alla cui organizzazione hanno partecipato i partner del progetto Life Safe for Vultures – Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, Agenzia Regionale Forestas, Corpo forestale e di Vigilanza Ambientale, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation – assieme agli attori istituzionali, economici e sociali del paese e del territorio e a numerosi stakeholders arrivati da diverse parti della Sardegna.
I partner del progetto sono impegnati a creare le condizioni per la sopravvivenza del grifone in tutta la Sardegna nel lungo periodo. Raccogliendo i risultati già ottenuti col progetto Life Under Griffon Wings nel nordovest Sardegna – dove era sopravvissuta l’unica colonia naturale d’Europa della specie e dove si è lavorato per rimuovere le cause di rischio e favorire il ripopolamento – oggi i partner intendono estendere il successo del percorso in atto al resto dell’isola.
Nel corso dell’incontro di Urzulei si è parlato di quel che si sta facendo per assicurare il fabbisogno alimentare dei grifoni, per favorirne la stanzialità, per limitare i danni derivanti dagli usi impropri di veleni nelle campagne e dall’interazione con le infrastrutture energetiche. Ma soprattutto si è discusso dell’importanza che obiettivi e azioni siano adeguatamente condivise con le comunità locali, a iniziare dai residenti e da chi vive determinati luoghi. «Il successo di certi processi dipende soprattutto da questo», è stato detto nel corso del convegno organizzato col patrocinio del Comune di Urzulei, della Pro Loco di Urzulei, dell’Associazione Gasau di Urzulei e del Ceas Supramonte e con la collaborazione del Gruppo Chintula, la cui ospitalità ha permesso che l’evento si trasformasse in un’opportunità conviviale per confrontarsi e mettere sul tavolo idee e progetti per future iniziative comuni.
In quest’ottica diventano preziose alleate del grifone le guide del territorio, al ruolo delle quali era specificamente dedicato l’appuntamento. Insostituibili custodi e narratrici della natura sarda e dei suoi tesori, le guide hanno accolto con entusiasmo la sfida lanciata dagli altri partner, per i quali quella di Urzulei è stata solo la prima di molte iniziative di disseminazione che saranno condotte in tutta l’isola, come ha annunciato durante il convegno Fiammetta Berlinguer, docente del Dipartimento di Medicina Veterinaria e responsabile scientifica del progetto per conto del capofila.
Il suo contributo ai lavori ha fatto seguito ai saluti del sindaco di Urzulei, Ennio Arba, e agli spunti proposti da Michele Puxeddu, direttore del servizio territoriale di Forestas a Lanusei, secondo cui «per fare tesoro degli errori del passato è necessario che un progetto strategico come questo sia adeguatamente comunicato e condiviso, anche attraverso la definizione di regole comuni». Per Forestas sono intervenuti anche Giovanna Serra per il servizio territoriale e Dionigi Secci in qualità di coordinatore tecnico del Progetto per l’Agenzia, il cui focus è stato dedicato al grifone e ai problemi ambientali che hanno causato la sua rarefazione, così come l’estinzione di altre specie proprie dell’ambiente della Sardegna.
Giovanni Tesei del Corpo forestale ha raccontato della positiva esperienza all’interno di Life Safe for Vultures del nucleo cinofilo nella lotta contro l’uso illegale del veleno, mentre la guida turistica Fabrizio Vella di Chintula ha parlato del ruolo delle guide del territorio. Il suo intervento e quello del fotografo naturalista Domenico Ruiu, testimone prezioso dei mutamenti faunistici dell’isola, hanno fatto da prologo al ricco dibattito con cui il progetto muove i primi passi anche in Ogliastra e si prepara per sbarcare in altre aree della Sardegna.



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