Doppio appuntamento, ad Alghero e Putifigari, con Giancarlo De Cataldo

Alghero. Putifigari. Giovedì 07 luglio l’appuntamento algherese è per le 21,00 nel Piazzale della chiesa Della Mercede (in Via Giovanni XXIII). Venerdì 8, alla stessa ora, De Cataldo sarà a Putifigari, in Piazza Boyl per conversare del suo romanzo con Elias Vacca.
I due appuntamenti sono parte del cartellone del festival Dall’altra parte del mare, organizzato dall'Associazione Itinerandia con la collaborazione della Libreria Cyrano libri vino svago e con il sostegno della Regione Sardegna, della Fondazione Alghero e delle Amministrazioni Comunali di Alghero e Putifigari.
Giancarlo De Cataldo, uno dei maestri del noir italiano contemporaneo è nato a Taranto e vive a Roma. Per Einaudi ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008) ; Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura (2009);Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell'ombra e nella luce (2014); con Carlo Bonini, Suburra (2013 e 2017, diventato prima un film di Stefano Sollima, poi una serie diffusa in centonovanta Paesi da Netflix) e La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, la graphic novel Acido fenico (2016); L'agente del caos (2018) e il ciclo con protagonista il Pm romano Manrico Spinori: Io sono il castigo. (2020), Un cuore sleale (2020) e Il suo freddo pianto (2021); con Cristina Cassar Scalia e Maurizio de Giovanni, il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020) e La svedese (2022). Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente - Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014).
Il libro, “La Svedese” (Einaudi Stile libero): Sharon, detta Sharo, poco piú di vent’anni, bionda, alta, magra, la faccia sempre imbronciata; non una bellezza classica, eppure attira gli uomini come il miele le mosche. Vive in periferia con la madre invalida e ha bruciato un bel po’ di lavoretti precari sempre per la stessa ragione: le mani lunghe dei capi. Poi una misteriosa consegna portata a termine per conto del fidanzato, un piccolo balordo, cambia la sua esistenza. Con la protezione di un annoiato aristocratico, Sharo inizia la sua irresistibile ascesa criminale. Ma la mala che conta, quella che controlla il mercato della droga, si accorge di lei e comincia a tenerla d’occhio, a guardarla con rispetto, con timore, con odio. Lì, in quell’ambiente, nella zona oscura della città, nessuno la chiama piú con il suo nome. Per tutti è la Svedese.
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