Martedì a Il Vecchio Mulino “Filosofia de Logu: decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna

Sassari. Il collettivo di autori e autrici di che vuole «decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna» presenterà per la prima volta il risultato dei suoi primi studi a Sassari.
Martedì 5 luglio, in via Frigaglia n°5 si terrà infatti la presentazione del volume “Filosofia de Logu: decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna” edito da Meltemi, in una iniziativa copromossa insieme al Vecchio Mulino e alla libreria Messaggerie Sarde.

Interverranno per il collettivo di ricerca tre degli autori della collettanea: Gianpaolo Cherchi, Omar Onnis e Cristiano Sabino. Dialogherà con loro il giornalista Costantino Cossu.
Il collettivo di ricercatori e attivisti di Filosofia de Logu si rifà esplicitamente al pensiero gramsciano e al laboratorio intellettuale degli studi postcoloniali (Post-colonial theory) inaugurati dall’opera di Frantz Fanon e Edward Said e successivamente sviluppati tra l’India e l’America.
Il loro manifesto d’intenti si pone chiaramente l’obiettivo di approfondire il rapporto tra la «subalternità della Sardegna» e di investigare come l’«industria culturale» abbia «plasmato l’immaginario delle sarde e dei sardi», «la loro immagine all’esterno della Sardegna e l’immagine che essi hanno di sé» (https://www.filosofiadelogu.eu/2020/decolonizzare-il-pensiero-e-la-ricerca-in-sardegna/).
Il collettivo parte dal presupposto che, in Sardegna, la gran parte delle produzioni intellettuali sono segnate da uno stigma subalterno e su di esse agiscono dispositivi potentissimi anche se silenziati e spesso impliciti. In altre parole in Sardegna, la ricerca e in genere l’attività intellettuale, è pesantemente ipotecata dalla ragion coloniale, vale a dire dalla visione complessiva della realtà sarda che esclude dal suo campo visivo le varie forme di subalternità e anzi le giustifica.


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