Le domus de janas della Sardegna patrimonio dell'Unesco: venerdì il convegno a Sassari

Venerdì a Sassari il convegno per tracciare il percorso che mette insieme  35 siti, da Alghero a Villanova Monteleone, Ossi, Cheremule, a Mamoiada, Goni, Ardauli, Benetutti,  Sedilo, ed altri ancora.  La proposta denominata “Arte e architettura nella Preistoria della Sardegna. Le domus de janas / Art and Architecture in the Prehistory of Sardinia. The domus de janas”  si avvale della collaborazione del Comitato Scientifico, di cui fanno parte il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari ed il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, l’ Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, e il CeSim – Centro Studi identità e Memoria.  

Oggi è stato presentato l’appuntamento con il Sindaco Mario Conoci, l’Assessore alla Cultura Alessandro Cocco e l’Archeologo  Dott. Luca Doro, con Marco Di Gangi, del Centro Studi Identità e Memoria (Cesim)

La rete dei Comuni della Sardegna è in piena corsa  verso il riconoscimento Unesco delle Domus de Janas. L’opera della sepoltura dei sardi che ha attraversato millenni, elemento significativo del patrimonio culturale della Sardegna, merita il riconoscimento:  c’è già il parere favorevole da parte del Ministero della Cultura, espresso ad aprile, e c’è anche l’importante tassello dell’inserimento nella Tentative lists UNESCO dei 35 siti rappresentativi del patrimonio artistico e architettonico della Sardegna prenuragica.

  Un ambizioso progetto finanziato con un milione dalla Regione Sardegna che vede Alghero capofila del programma  del  Centro Studi Identità e Memoria (CeSim/APS) e della Rete dei Comuni delle Domus de Janas che raccoglie  62 comuni della Sardegna,  insieme a numerosi docenti delle Università di Cagliari e Sassari e di altre Università europee, in accordo col Ministero Italiano per la Cultura.  L’obiettivo, se realizzato, costituirebbe un importante primato per la Sardegna. Si tratterebbe dei primi monumenti preistorici italiani riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità. Il progetto ha ottenuto inoltre il Patrocinio delle Università sarde, della FASI e del Touring Club, nonché il patrocinio e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna. Per comunicare lo stato dell’arte dei lavori per il riconoscimento della Preistoria come patrimonio dell’Umanità è previsto un convegno l’8 Luglio, alle ore 16 presso la Sala “Giovanni Maria Angioy” del Palazzo della Provincia di Sassari. “Iniziativa importantissima che ha alle spalle un  notevole   lavoro  per la valorizzazione di un nostro grande patrimonio, che aspira a diventare patrimonio dell’umanità. Le Domus rappresentano un elemento identitario forte da valorizzare nel mondo, attraverso un percorso e un ambizioso  progetto del quale  Alghero è capofila  con orgoglio”, così il Sindaco Mario Conoci oggi,  nella presentazione dell’appuntamento che segna un punto basilare nel procedimento che coinvolge i Comuni sardi.  Le necropoli Domus de Janas di Anghelu Ruju e Santu Pedru fanno parte del progetto. “I nostri siti gestiti dalla Fondazione Alghero sono protaginosti  di questa  sfida altamente competitiva – aggiunge l’Assessore alla Cultura Alessandro Cocco -  e il percorso verso il riconoscimento Unesco è uno stimolo a creare tutte le condizioni affinché questa ricchezza sia valorizzata pienamente”. “Occorre procedere insieme, con lucidità e condivisione di intenti per raggiungere l’obiettivo di inserire  nei beni dell'Umanità le manifestazioni straordinarie dell’arte e dell’architettura di comunità dei nostri antenati che vissero in Sardegna tra 7 mila e 5 mila anni fa - spiega il Dott. Doro che ha sostituito la presidente del Cesim Giuseppa Tanda  - questa azione è fondamentale perché siano tramandate intatte alle future generazioni e diventino motrici di sviluppo per l’intera Sardegna”.



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