Film Princesa di Stefania Muresu: prima proiezione a Sassari a palazzo Ducale

Princesa, il mediometraggio diretto da Stefania Muresu e prodotto da Caucaso in collaborazione con Roda Film, dopo l’anteprima alle Giornate degli Autori di Venezia lo scorso settembre, nel corso di questi primi dieci mesi di distribuzione ha partecipato a numerosi  proiezioni speciali e  festival italiani tra cui Visioni Italiane a Bologna, il Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina a Milano, il Carbonia Film Festival, Docucity, e nei scorsi giorni al Social World Film Festival dove ha vinto il premio come migliore documentario al concorso internaizonale e al Sole Luna Doc di Palermo, nella sezione fuori concorso Sguardi Doc, dedicata a documentari diretti da quattro registe italiane che esplorano il mondo con diversi sguardi.

Il viaggio del film documentario prosegue in Sardegna e nella città in cui è nato, Sassari,  domani 19 luglio alle 21 con una proiezione speciale all'interno della rassegna Visioni Solidali, nel cortile del Palazzo Ducale, in collaborazione con l’ associazione ACOS che si occupa di lotta alla tratta degli esseri umani.

Infine il prossimo 4 agosto sarà ospite di Fuorinorma a cura di Adriano Aprà, festival dedicato alle nuove forme del cinema italiano, diventato un’istituzione nel panorama cinematografico neo sperimentale. La proiezione si terrà all’Isola del Cinema, suggestiva location nell’Isola Tiberina a Roma.

Il film è stato prodotto da Caucaso con il contributo della Regione Sardegna, in collaborazione con Roda Film, con il supporto del CSC Società Umanitaria Carbonia - La Fabbrica del Cinema, in collaborazione con il progetto Elen Joy di Cagliari e il Numero Verde Antitratta, il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e il supporto alla distribuzione internazionale di Filmotor.

Nato dall’incontro tra la regista e una giovane donna nigeriana, il film affronta il tema della tratta a partire da un rituale tradizionale che viene praticato prima del viaggio tra l’Africa e l’Europa. Girato nell'arco di tre anni, unisce il linguaggio del documentario di osservazione a quello della caméra-stylo, utilizzando super8 e 16mm, insieme all’uso di filmati d’archivio per costruire un mosaico visivo e stratificato intorno alla biografia di “Princesa”.



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