Cartoline sonore: a Viddalba una rassegna di musica, laboratori, mostre, escursioni e yoga

di Daniela Piras
Viddalba. Una rassegna estiva di musica contemporanea con uno sguardo alla natura e alla paesaggistica del territorio: questa, in sintesi, è “Cartoline sonore”, organizzata dall’associazione culturale Sonos & Sounds in collaborazione con il Comune di Viddalba, il supporto del museo archeologico MAV e della Pro loco.
La rassegna, articolata in diversi appuntamenti, dal lato strettamente musicale è composta da tre eventi itineranti, presentati da Giovanni Salis.
Il primo si è tenuto il 3 luglio alla chiesa di San Leonardo con un concerto al tramonto del duo Italo-Canadese “Ealus” (chitarra acustica, clarinetto, percussioni e canti in gallurese di Giorgia Gungui), a cui è seguito lo spettacolo del compositore e produttore musicale tedesco Sven Helbig insieme al suo quartetto con violino, viola, violoncello e pianoforte.
Il secondo appuntamento musicale, lo scorso martedì, è stato nella suggestiva location delle Terme di Casteldoria, con l’esecuzione di “Facing the Sea”, il nuovo lavoro frutto della collaborazione tra il compositore Stefano Guzzetti e il violoncellista Gianluca Pischedda, a cui è seguito il concerto del compositore polistrumentista argentino Sebastian Plano.
Il terzo, e ultimo appuntamento della rassegna, è fissato per domenica 4 settembre: il concerto al tramonto di Ed Carlsen a cui seguirà quello di Federico Albanese, artista estremamente versatile, compositore, pianista e produttore, le cui composizioni mescolano musica classica, pop e psichedelia.
Abbiamo fatto qualche domanda al direttore artistico della rassegna, Eugenio Caria.

L’associazione di cui fai parte si chiama “Sonos and sounds”. Già nel nome possiamo notare un riferimento a un'accostamento di culture, quella locale e quella internazionale. Come è nata l'idea di questo festival?
L’associazione nasce nel 2014; volevamo far collidere le persone attraverso degli eventi, perché si scambiassero opinioni, percorsi artistici e umani. I vari eventi che abbiamo organizzato nel corso degli anni hanno ospitato artisti a livello nazionale e internazionale ma non solo: hanno dato spazio anche alla nuova sezione di talenti emergenti di terra sarda: un connubio internazionale affiancato alla realtà piccola ma di spessore locale.

Durante i mesi del lockdown abbiamo visto come la natura si sia ripresa i suoi spazi. È stata l'occasione, per molti, di ritrovare un'armonia e un collegamento con il nostro ambiente più prossimo. Questo sembra anche un punto centrale del festival: portare l'arte negli spazi naturali, senza barriere di alcun tipo (nemmeno palchi o pedane). Ha influito il periodo di confinamento forzato nell'elaborazione del progetto del festival?
Due anni di stallo ci hanno fatto riflettere tantissimo, ci hanno aiutato a capire tante cose, non solo dal punto di vista artistico ma sopratutto umano, abbiamo sofferto tanto. In sostanza, non è stato facile visto che il nostro settore è stato il primo a chiudere i battenti e l’ultimo a ripartire, il resto è storia. Abbiamo comunque continuato a “lavorare”: abbiamo sviluppato tante idee, che di seguito sono state riportate negli eventi attuali del 2022 quali “Ironik”, “Ruina Sonora” e “Cartoline Sonore”, dando spazio e protagonismo in primis alla natura, come palcoscenico a cielo aperto.
Vogliamo che la natura diventi un punto di ripartenza della fruizione dello spettacolo. Immergendo il pubblico in un palcoscenico naturale, come è avvenuto proprio nel concerto del due agosto, la natura – con i suoi suoni – ha accompagnato come elemento aggiuntivo di un’orchestra il violoncello del compositore argentino Sebastian Plano e del compositore Stefano Guzzetti.

Come sono stati scelti gli artisti? Finora abbiamo assistito a due concerti molto diversi ma che hanno come base la contaminazione di generi, suoni, rumori e "disturbi" di vario tipo e lingue. Certamente una proposta non proprio "popolare".
Esatto! Onestamente, le proposte "popolari" le lasciamo agli altri: la nostra mission è quella di portare nel territorio sardo una proposta di qualità ma anche di un certo tipo di avanguardia. Siamo stufi di sentire e vedere sempre gli stessi nomi suonare nell’isola e assistere ad appuntamenti convenzionali: cerchiamo di osare sempre di più, nel limite delle possibilità e credendo che possiamo rompere certi stereotipi e assenze di cultura su certe sonorità. Tutto questo, lo dobbiamo ammettere, non è facile! A volte ci scoraggiamo un po’.
Come dici tu rumori e disturbi sono parte anche delle scelte musicali che proponiamo, ma non dimentichiamoci che il mondo in cui viviamo tutti i giorni è saturo anche di rumore e disturbi, proprio come nella musica che proponiamo. Ovviamente il tutto non è prettamente basato su questo, ma ammetto che lo è in una piccola parte, come un frammento che all’interno di una melodia malinconica da una scossa di tanto in tanto, come un terremoto.

Ringraziamo Eugenio Caria per la disponibilità e ricordiamo l’ultimo appuntamento di “Cartoline sonore”: domenica 4 settembre al Parco Archeologico Naturalistico di San Giovanni.

Foto a cura di Giovanni Porcu

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