Archie Shepp in “There is love”: a Berchidda il concerto di una leggenda del Jazz

di Daniela Piras
Berchidda. Tra gli appuntamenti dell’edizione numero trentacinque del Time in Jazz, uno ha riguardato un simbolo del panorama jazz internazionale. Il 13 agosto, sul palco di Berchidda, i riflettori si sono accesi su Archie Shepp, protagonista di una celebrazione del tema 2022 del festival “Rainbow” (arcobaleno). Con lui la cantante Marion Rampal, il contrabbassista Michel Benita e il pianista Pierre-François Blanchard. Il progetto dal titolo “There is love” ha incantato il numeroso pubblico del Time in Jazz. Un concerto dal sapore celebrativo, quello di Archie Shepp – e non poteva essere altrimenti – data la lunga carriera dell’artista, ma non solo, a dimostrazione del fatto che esiste davvero una musica “senza tempo”.
Nato nel 1937, Archie Shepp è considerato un’icona del Jazz. Ha condiviso il palco con Jhon Coltrane e Cecil Taylor, giusto per citare un paio di nomi, e ha alle spalle collaborazioni con tantissimi altri artisti, oltre ad avere fondato, nel 2005, la sua etichetta discografica, la “Archie Ball”.
Ma oltre all’aspetto prettamente musicale, ciò che è importante ricordare del sassofonista statunitense sono le sue battaglie sociali: Archie Shepp è il “sax jazz” che ha accompagnato le politiche di Malcom X.  Nei suoi album “Attica Blues” e “The Cry of My People” tratta temi strettamente politici legati al movimento per i diritti civili. Disse: “Il mio sax al servizio della causa dei neri”; una frase che denota l’impegno di una vita artistica in difesa delle minoranze etniche in America.
Musicista con oltre sessant’anni di carriera, leggenda vivente, la sua vita e la sua produzione artistica gli conferiscono indubbiamente un’aura sacrale. Vederlo sul palco di Berchidda, nel 2022, accompagnato in un brano da Paolo Fresu, lo ha reso però più vicino al suo pubblico, che lo ha applaudito con calore, fino al bis.
Un concerto memorabile, per gli amanti del jazz ma non solo, che ha fatto comprendere bene le parole dell’ideatore del festival Paolo Fresu: “Il Jazz è la musica meticcia per eccellenza che esprime la necessità di riconoscere sempre più la bellezza che vive nell’unicità e la ricchezza che risiede nelle diversità”.
Oggi a San Teodoro si chiude con  “Water sunset”, duo di Fresu con la pianista Rita Marcotulli.


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