Elezioni Sassari/ Piccoli partiti
Quando Golia distrugge Davide

Reazioni, il giorno dopo
di Daniele Giola
Schede elettorali (foto: Nuovosoldo.wordpress.com)
Schede elettorali (foto: Nuovosoldo.wordpress.com)
SASSARI. Contro colossi come Pd e Pdl la lotta per la conquista della Provincia era persa molto prima dello scrutinio finale. Per Lega Nord Sardegna, Malu Entu e Pcdl restava solo la possibilità di conquistarsi la ribalta delle cronache con un risultato sorprendente e magari una poltrona in Consiglio.

Ma l'esito elettorale non ha riservato scossoni: I tre schieramenti hanno racimolato, insieme, un numero di voti pari all'1,6o% del totale delle preferenze espresse. Poche briciole cosi suddivise: Luigi Todini per Lega Nord Sardegna 1458 voti (0.84%), Costantino Sanna per Malu Entu 627 (0,36%) e Gian Franco Camboni del PCdl 857 (0,50%).

Anche il cosiddetto voto di protesta, elemento che avrebbe potuto risollevarne le sorti, non c'è stato. I tanti scontenti del moderno sistema di far politica hanno preferito restarsene a casa o, al massimo, puntare su una formazione collaudata come L'Irs di Gavino Sale.


Le reazioni, il giorno dopo:

Luigi Todini (Lega Nord Sardegna)
: «Ci aspettavamo un po' di più da Sassari città. Il dato comunque non è male considerato che abbiamo triplicato i voti rispetto alle ultime europee. Siamo una formazione giovane, le oltre 1400 preferenze ci spingono a continuare con ancora più impegno nella nostra azione politica».

Costantino Sanna (Malu Entu): «A dire la verità mi aspettavo qualcosa in meno, anche perché abbiamo fatto una campagna elettorale con pochi mezzi. Il popolo che non siamo riusciti a svegliare è quello che subisce le peggiori angherie. I grossi partiti di destra e sinistra hanno una sorta di filtro magico e ogni volta che ci sono elezioni riescono a far dimenticare ai sardi la loro difficile condizione umana ed economica».

Gian Franco Camboni (PCdL). «Il risultato elettorale sia per quanto riguarda il voto espresso sia per l'astensione, dimostra che le grandi masse hanno ancora una visione confusa ed inadeguata della catastrofe del capitalismo e del modo con cui l'aristocrazia finanziaria dell'UE ha cercato di tamponarla nel biennio 2008/09 e di come si prepara oggi nel quadro della crisi del debito sovrano: il nuovo Patto di stabilità varato dal direttorio dell'UE nella prima metà di maggio. Per quanto ci riguarda continueremo nel nostro lavoro politico per rendere indipendente il movimento operaio e costruire la sua avanguardia intorno al programma rivoluzionario della IV Internazionale».





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